Lorenzin: “Non accetterò mai il baratto tra risparmi e vita umana. Un anno in più per chi è malato non ha prezzo”
La platea degli oncologi ha infatti manifestato nelle parole del presidente Pinto tutta la soddisfazione per il risultato ottenuto che rappresenta un esempio concreto “di cosa si possa fare quando istituzioni e mondo scientifico lavorano insieme”.
Da qui la proposta di un “Patto per l’oncologia” che Lorenzin ha fatto subito sua inserendola nel più ampio scenario della strategia di collaborazione e sinergia inaugurato con il Patto per la Salute del 2014 tra Stato e Regioni del quale, ha detto il ministro, “la nuova legge di Bilancio rappresenta una naturale continuità in termini applicativi e di messa in campo di fondi e interventi riorganizzativi del sistema verso quell’obbiettivo di salvaguardia e rilancio della sanità universale che resta il nostro faro”.
“Una scelta non scontata, ha sottolineato il ministro, quella dell’universalismo sanitario, che ormai è quasi un miraggio in molti Paesi europei per non parlare degli Stati Uniti”.
“E invece noi in Italia teniamo la barra dritta su questa conquista entrata ormai nel Dna del nostro welfare”, ha proseguito Lorenzin.
E in questa scelta di campo si colloca anche il fondo per l’innovazione che quest’anno rifinanzia il fondo già previsto e inserisce nel nostro paniere sanitario un altro fondo specifico per l’oncologia. “E’ una scelta innovativa nel panorama internazionale, basata sulla presa d’atto che ormai la farmaceutica non è più quella di anche solo 10 anni fa”, ha spiegato Lorenzin.
“Oggi dobbiamo essere capaci di affrontare con strumenti nuovi quello che definirei un vero e proprio ‘Rinascimento scientifico’, ha aggiunto, senza dar luogo a discriminazioni e a pazienti di serie A o B a seconda del luogo di residenza”.
“La logica dei fondi nazionali è proprio questa, ha continuato, e punta a dare a tutte le Regioni le stesse chance di accesso ai farmaci innovativi senza penalizzare nessuno”.
“In questi anni al ministero e nei miei confronti internazionali mi è capitato spesso di sentire ragionamenti sul costo beneficio dell’innovazione, ha detto ancora Lorenzin, ma sentire mettere sulla bilancia, magari con qualche scetticismo, gli anni di vita che si potrebbero guadagnare per chi oggi non ha speranza e i costi che ciò comporta per il sistema sanitario, mi troverà sempre contraria”.
“Io non accetterò mai questo baratto, ha detto, anche un solo anno di vita in più per chi è malato è un bene irrinunciabile che non ha prezzo”.
E infine “l’unico passaggio politico”, come lo ha definito lei stessa, al referendum del 4 dicembre. “Votare Sì vuol dire ridare indirizzi nazionali alla sanità correggendo le distorsioni, non volute ma reali, che l’attuale Titolo V ha creato. Vuol dire, per fare due esempi, avere realmente un prontuario farmaceutico nazionale e stessi piani diagnostico-terapeutici in tutta Italia. Un traguardo alla nostra portata che penso debba farci riflettere seriamente su come votare il 4 dicembre”.
28 Ottobre 2016
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