Lorenzin sulla sindrome di Pandas
Questa la risposta integrale di Lorenzin: “l disturbo pediatrico autoimmune noto come sindrome di Pandas, ovvero disordine autoimmune pediatrico associato allo streptococco beta-emolitico di gruppo A, può essere associato ad infezioni da streptococco beta-emolitico streptococcus pyogenes, che, come noto, è la principale causa di faringotonsillite batterica in età pediatrica. L'insorgenza della patologia è subdola e difficile da diagnosticare, anche in considerazione del fatto che non sono al momento disponibili biomarcatori validati a supporto delle valutazioni psicomotorie da parte dei medici pediatri e dei neuropsichiatri infantili. Tale incertezza diagnostica ha determinato ondivaghi atteggiamenti circa l'esistenza stessa della sindrome, dando vita a tentativi terapeutici difficilmente giudicabili e ad un abuso di trattamenti antibiotici e immunomodulanti, con intuibile impatto sulla salute individuale.
L'ipotesi che alcuni casi di disturbi neuropsichiatrici dell'infanzia e dell'adolescenza possano essere causati o accentuati da meccanismi autoimmunitari legati alle infezioni da streptococco è tuttavia plausibile e costituisce oggetto di apposite ricerche. A tale proposito menziono una serie di recenti importanti iniziative della comunità scientifica nazionale ed europea, volte ad accrescere la conoscenza di base clinica per la prevenzione e cura della sindrome di Pandas, quali la conferenza sulla sindrome di Tourette e sui disturbi ticcosi, svoltasi a Londra nel giugno 2015, il convegno sui Pandas, tenutosi recentemente a Como, ma soprattutto il progetto multicentrico finanziato dalla comunità europea, che, potendo sfruttare le potenzialità che solo una casistica a livello europeo può garantire, si propone di indagare il possibile coinvolgimento dell'infezione da streptococco nell'insorgenza della sintomatologia ticcosa in età pediatrica. Esperti in microbiologia, neuropsichiatria infantile e modellistica animale dell'Istituto superiore di sanità e dell'università degli studi «La Sapienza di Roma» sono coinvolti nel progetto multicentrico, che terminerà i suoi lavori nel 2017. Concludo evidenziando come solo all'esito degli studi epidemiologici e sperimentali, volti ad accrescere le conoscenze sulla diffusione della patologia e la possibile identificazione di biomarcatori utili per una diagnosi efficace ai fini di interventi terapeutici mirati, potranno essere avviate adeguate iniziative di informazione, volte ad una maggiore sensibilizzazione sul tema dei pediatri di base e dei neuropsichiatri infantili”.
21 Ottobre 2015
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