M5S: “Svelato bluff, noi unici a opporci”
“Già prima dell’approvazione del testo avevamo sollevato l’allarme: il Dopo di Noi si rivolgeva a una platea estremamente ristretta, rispetto al totale dei cittadini disabili in Italia – che, addirittura, al momento non sono ancora quantificabili –, e le risorse messe a disposizione nell’apposito Fondo non sarebbero state in grado di portare a sostanziali miglioramenti delle condizioni di vita di quei cittadini. In proporzione, invece, la quota del Fondo destinata agli intermediari privati di servizi – assicurazioni e fondazioni che istituiscono "trust" – è stata certamente rilevante e apprezzata da chi ha potuto usufruirne”.
Abbiamo fatto notare che quel provvedimento avrebbe determinato l’aumento della forbice e la discriminazione tra famiglie povere e famiglie che già godono di una buona situazione economica – per stipulare una polizza assicurativa sulla vita, infatti, occorrerebbe un reddito di almeno 20 mila euro all’anno -. Niente da fare: siamo stati tacciati di disfattismo, di essere contro i cittadini con disabilità e che volevamo limitarne le libertà. Le famiglie coinvolte però sapevano leggere bene il contenuto della legge e non si sono fermate alle dichiarazioni di facciata. Questo bluff, che a loro era già chiaro da tempo, adesso è sotto gli occhi di tutti gli italiani”.
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15 Maggio 2017
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