Mandelli (FI): “Governo prenda le sue responsabilità. Serve riforma complessiva della sanità”
In quella sede serve dare una risposta forte al Paese. La sanità non può più essere spremuta per altri fini e altre avventure che appaiono ormai solo elettoralistici. Una su tutte, gli 80 euro di Renzi, bandiera ormai ammosciata di questo Governo che, alla prova dei fatti, si sta dimostrando incapace sia di risollevare l’economia del Paese che di salvaguardare i pochi caposaldi del welfare rimasti, come la sanità.
Quando il ministro Lorenzin dice che “non si possono fare le nozze con i fichi secchi” sembra dimenticare che gli officianti di questo matrimonio sono lei stessa e il suo Governo e che quindi è a se stessa e al suo Governo che dovrebbe rivolgersi, offrendo risposte concrete e non facili slogan.
Un esempio: il fondo per i farmaci innovativi, che tra l’altro io per primo ho caldeggiato al momento della sua istituzione. E’ tempo di fare un ragionamento serio su come sono utilizzati quei fondi e su come potrebbero esserlo meglio se finalmente il farmaco, anche quello innovativo, tornasse ad essere gestito da chi ha tutti i titoli e le professionalità per farlo e cioè il farmacista e la farmacia.
Gli innovativi devono tornare in farmacia per offrire un servizio migliore al cittadino e, attraverso la ridefinizione delle modalità di retribuzione del farmacista, spendere anche meno come Ssn.
Questo è solo un esempio, ma è chiaro come il quadro disperante disegnato dal Censis per la nostra sanità necessiti di una risposta complessiva di riforma che incida nei gangli dell’inefficienza e dell’elefantiasi del sistema, impantanato in una regionalizzazione moltiplicatrice di costi e problemi. Considerando anche seriamente le opportunità di uno sviluppo controllato e regolamentato della sanità integrativa.
Andrea Mandelli
Vice presidente Commissione Bilancio del Senato (FI)
08 Giugno 2016
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