Marcelli (M5S): “Servono nuove assunzioni”
Per Marcelli è infatti vero che si riscontra “un netto peggioramento dei problemi inerenti le liste di attesa, in particolare risultano essere pressoché bloccate tutte le prenotazioni per gli esami diagnostici per immagine, comprese quelle per i pazienti oncologici. Il problema è piuttosto generalizzato nell’Asl, non riguarda solo la diagnostica per immagini, ma anche i lunghi tempi di attesa necessari per effettuare ad esempio una gastroscopia o altre visite specialistiche. È sufficiente ricordare che dal pensionamento – avvenuto lo scorso aprile – dell’unico anestesista presente presso la Casa della Salute di Pontecorvo, il servizio di gastroscopia è stato sospeso e non ancora riattivato. Però si spendono soldi affidando ad un consulente esterno lo studio per fare proposte per abbattere le liste di attesa….”.
“Inutile girarci intorno spendendo soldi per cercare soluzioni capziose da applicare”. Per l’esponente del M5S “la radice del problema risiede, soprattutto, nell’atavica mancanza di un numero di medici radiologi adeguato alle dimensioni della nostra azienda e alla popolazione della provincia. I radiologi dovrebbero essere il doppio di quelli in servizio oggi”.
Macelli si chiede, allora, se “nella prospettiva, a breve, di ulteriori pensionamenti di altri operatori radiologi, ha senso parlare di programmazione seria e reale, con apertura sine die delle prenotazioni, dovendo poi contare su operatori a partita iva, da rinnovare magari ogni due mesi, sempre che gli stessi continuino a dare la loro disponibilità e non trovino altre collocazioni lavorative? Si sa che questi operatori hanno delle serie limitazioni nel loro impiego e non utilizzabili, teoricamente, nelle turnazioni di guardie? Perché non sono state rese note le motivazioni per cui la Regione Lazio ha bocciato la delibera per l’assunzione di medici radiologi ripresentando, dopo un inutile ping pong, una nuova delibera il 18.12.18?”.
La soluzione al problema per Marcelli “è chiara”: “Si devono fare nuove assunzioni per colmare le carenze di organico in tutti i presidi ospedalieri e sanitari. È lì che vanno investiti i soldi pubblici e non in consulenze dal dubbio risultato. Le soluzioni adottate fino ad oggi, di fatto, sembrerebbero aver agevolato la sanità privata e, di contro, mortificato quella pubblica, come dimostrato nel delegare ad essa, impropriamente, la fornitura di apparecchiature a noleggio come 7 ecografi arrivati di recente nelle strutture ospedaliere pubbliche provinciali, o la possibilità di effettuare, prioritariamente, nelle strutture convenzionate esami ad alto costo, quali le risonanze magnetiche”.
“Non sembrerebbe quindi un caso – osserva il pentastellato – che in ogni angolo della nostra provincia nascano strutture sanitarie private, che risultano sempre più affollate. Questo, a nostro dire, è un segno tangibile del fallimento della gestione dell’Azienda da parte dei vertici dirigenziali incaricati da Zingaretti di amministrare la sanità provinciale. Inoltre, va aggiunto il mancato coinvolgimento nei processi decisionali dei componenti del neo costituito Osservatorio dell’Asl sui tempi di attesa e dei responsabili e dirigenti delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, che lamentano la totale assenza di considerazione da parte dei vertici dell’Asl frusinate”.
“Considerato che nei tre anni di commissariamento dell’Asl questi problemi non sono stati risolti – conclude Marcelli -, ci domandiamo come intenda il – riconfermato – Commissario Straordinario dell’Asl di Frosinone, Dott. Luigi Macchitella, risolverli ora; troverà delle soluzioni idonee oppure per queste dovremmo attendere l’arrivo del futuro Direttore Generale?”.
18 Gennaio 2019
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