Nursing Up: “Superato il tetto dei 2 mld per il 2025, ma comunque fondi al ribasso rispetto alle previsioni”
“Non c’è dubbio che nel balletto delle cifre, noi pretendiamo chiarezza: non possono essere nuovamente gli infermieri e gli altri professionisti dell’assistenza a pagare sulla propria pelle queste incertezze”, precisa però Antonio De Palma, presidente Nazionale del Nursing Up. “Inizialmente, secondo il Documento Programmatico di Bilancio (DpB), per il 2025 erano stati prevista una cifra davvero esigua, ovvero 900 milioni in più, a cui si aggiunge il miliardo già previsto. Tuttavia, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha chiarito che l’aumento sarà invece di circa 1 miliardo e 200 milioni, per una cifra totale, che per l’anno a venire, supererà i 2 miliardi, mantenendosi quindi in linea con il Pil”, ricostruisce il sindacato.
“Gli incrementi per la sanità – commenta De Palma -, inutile nascondersi, sono nettamente inferiori rispetto alle aspettative e alle necessità. Questa cifra sarebbe ben lontana dai 4,7 miliardi suggeriti dai primi rumors governativi. Tuttavia, a quanto apprendiamo, qualcosa è stato leggermente rivisto, anche se non siamo di fronte a rivoluzioni. Regna sovrana, comunque, la grande incertezza. La frammentazione degli interventi rimane alla fine inadeguata alle necessità urgenti del personale sanitario. Non possiamo permetterci di attendere ulteriori anni per vedere risultati concreti nelle buste paga. La sanità pubblica ha bisogno di fondi strutturali e non di misure provvisorie”.
Inoltre, secondo il leader del Nursing Up, “una concreta integrazione delle risorse contrattuali, dovrebbe essere immediata, e quindi impattare sul CCNL 2022/2024 attualmente in discussione, e non legata a quello successivo, così come non possono essere rinviati di un ulteriore anno capitoli chiave come le assunzioni e la valorizzazione dei professionisti dell’assistenza, l’abbattimento delle liste di attesa, e la cancellazione dei tetti di spesa per le assunzioni”.
“Gli infermieri e le professioni sanitarie ex legge 43/2006 sono stanchi di aspettare e meritano risposte rapide e concrete. Si abbia, per una volta, il coraggio di spostare una parte delle risorse che ci dicono impegnate per gli anni futuri, direttamente sul CCNL 2022/24 in fase di rinnovo, prevedendone la specifica destinazione al personale infermieristico e delle professioni sanitarie. La nostra manifestazione di protesta del 20 novembre, accanto ai medici, assume, alla luce di quanto sta accadendo, ancora più senso”, conclude De Palma.
17 Ottobre 2024
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi

La sanità pubblica (sempre più definanziata) perde terreno mentre avanzano privato e assicurazioni. Upb: “Il Ssn è sempre più un sistema ibrido”

Cup Lombardia. Pd: “Privati non aderiscono”. La Regione: “Disponibilità di tutti, procedure già avviate”

Lecce. Intramoenia irregolare: visite private fuori Cup, arresti domiciliari per medico e infermiera

Scontro su competenze infermieri. Rocca: “Medici lobby potentissima”. Magi (Omceo Roma): “Inutilmente divisivo”

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale

L'Argentina ufficializza l'uscita dall'Organizzazione mondiale della Sanità

Infanzia e alimentazione. La Norvegia vieta la commercializzazione di cibi e bevande non salutari

Cervello. Scoperto il meccanismo che ci permette di “vedere” gli oggetti anche quando scompaiono

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi