Palermo (Anaao): “Una buona notizia per il Ssn”
“Relativamente alle nuove assunzioni legate allo sblocco del turn over – prosegue Palermo – il nuovo parametro è rappresentato dalla spesa per il personale fissata al 31/12/2018. Questo garantisce la sostituzione già a partire dal 2019 delle uscite per pensionamento o per dimissione a qualsiasi titolo.
Rimane aperto il problema della riduzione del personale sanitario, che è stata molto importante dal 2009 al 2017 (circa 10 mila tra medici e dirigenti sanitari in meno) colpendo, in particolare, le Regioni in piano di rientro:
Molise -300 medici / -37%;
Lazio -2.700 medici / -25%;
Sicilia -2.200 medici / -19%;
Campania -2.200 medici / -19%;
Calabria -800 medici / -17%.
Il decreto cristallizza queste perdite avviandone il possibile recupero attraverso una finalizzazione del 5% dell’incremento rispetto all’anno precedente del fondo sanitario regionale. Circa 55 milioni per il 2019, chiaramente insufficienti a consentire in tempi rapidi un recupero della perdita di personale descritta. È fondamentale, pertanto, assicurare per il 2020 e il 2021 l’aumento del FSN previsto nella Legge di Bilancio 2019, liberandolo dai condizionamenti previsti nel Patto della Salute, in modo da indirizzare ulteriori risorse per il recupero del gap esistente tra regioni del Sud e quelle del Nord Italia negli standard di personale che si traduce in una ridotta erogazione dei LEA ed in un prolungamento dei tempi d’attesa”.
“Dopo pensionati, neolaureati, medici stranieri, medici in affitto o a gettone e medici militari per cercare di tappare la voragine aperta nelle dotazioni organiche degli ospedali dal blocco del turnover e dall’accelerazione dei pensionamenti, soluzioni fantasiose quanto precarie, segno del fallimento delle politiche di programmazione dei fabbisogni specialistici degli ultimi 10 anni, finalmente – conclude Palermo – la possibilità di assumere anche con contratti a tempo determinato gli specializzandi del quarto e quinto anno del corso di formazione offre alle Aziende sanitarie una soluzione strutturale ed utile sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo per risolvere le carenze che tanto preoccupano per il rischio di chiusura dei servizi. Si tratta di medici abilitati e in genere nell’ultimo anno di specializzazione, con un percorso formativo robusto e capacità professionali più importanti rispetto ad un neo laureato, che trarranno certamente vantaggio nel loro “saper fare” e “saper essere” nell’affrontare l’immensa e complessa casistica clinica che gli ospedali del SSN offrono, collaborando con un mondo professionale ricco di cultura, esperienza e capacità tecniche sofisticate che garantisce esiti clinici di eccellenza alla sanità italiana nel confronto con il resto dei paesi europei”.
19 Giugno 2019
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