Per i medici ospedalieri. Il 50% degli antibiotici utilizzati in ospedale a rischio inappropriatezza
Qual è il problema?
– I batteri resistenti agli antibiotici sono diventati un problema quotidiano negli ospedali europei.
– L’uso improprio di antibiotici può far sì che i pazienti vengano colonizzati o infettati da batteri resistenti agli antibiotici, come ad esempio lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA), gli enterococchi resistenti alla vancomicina (VRE) e i bacilli gram-negativi multiresistenti.
– L’uso improprio di antibiotici è associato ad una maggiore incidenza di infezioni da Clostridium difficile.
– La comparsa, la selezione e la diffusione di batteri resistenti rappresentano una minaccia per la sicurezza dei pazienti negli ospedali perché:
-le infezioni causate da batteri antibiotico-resistenti provocano una maggiore morbilità e mortalità dei pazienti, nonché un’ospedalizzazione più prolungata;
– spesso, la resistenza agli antibiotici è la causa del ritardo nell’adozione di una terapia antibiotica adeguata.
– una terapia antibiotica inadeguata o ritardata in pazienti affetti da infezioni gravi è associata a esiti peggiori e, talvolta, anche alla morte.
– gli studi in corso per lo sviluppo di nuovi antibiotici sono limitati e, qualora la resistenza agli antibiotici continuasse ad aumentare, non saranno disponibili antibiotici per una terapia efficace.
In che modo l’uso degli antibiotici contribuisce al problema?
– I pazienti ospedalizzati hanno un’elevata probabilità di assumere un antibiotico e il 50% di tutti gli antibiotici utilizzati negli ospedali può essere inappropriato;
– L’uso improprio negli ospedali è uno dei principali fattori che favoriscono lo sviluppo della resistenza agli antibiotici.
– Gli antibiotici, ad esempio, vengono assunti impropriamente nei seguenti casi:
– quando vengono prescritti senza che siano realmente necessari;
– quando la loro somministrazione viene ritardata in pazienti in condizioni critiche;
– quando lo spettro della terapia antibiotica è troppo ristretto o troppo ampio;
– quando la dose di antibiotico è troppo bassa o troppo alta rispetto a quella indicata per un determinato paziente;
– quando la durata della terapia antibiotica è troppo breve o troppo lunga;
– quando la terapia antibiotica non viene ottimizzata una volta disponibili i dati della coltura microbiologica.
Perché promuovere un uso prudente degli antibiotici?
– Un uso prudente degli antibiotici può prevenire la comparsa e la selezione di batteri resistenti agli antibiotici.
– È stato dimostrato che una riduzione dell’uso di antibiotici comporta una minore incidenza di infezioni da Clostridium difficile.
Come promuovere un uso prudente degli antibiotici?
– Molteplici strategie che contemplano l’uso di strumenti quali la formazione continua, l’adozione di orientamenti e politiche ospedaliere in materia di uso di antibiotici basate su dati scientifici, misure restrittive e consulti di infettivologi, microbiologi e farmacisti possono migliorare le pratiche di prescrizione e contribuire a ridurre la resistenza agli antibiotici.
– Il monitoraggio della resistenza agli antibiotici negli ospedali e dei dati sull’uso di antibiotici si è dimostrato utile per orientare la terapia antibiotica empirica in pazienti gravi.
– Tempi corretti e durata ottimale della profilassi antibiotica prima di un intervento chirurgico sono associati ad un minor rischio di infezioni del sito chirurgico e di comparsa di batteri antibiotico-resistenti.
– Studi realizzati sull’argomento mostrano che per alcune indicazioni è possibile somministrare una terapia più breve senza differenze negli esiti per il paziente. Questi risultati sono stati associati anche ad una minore frequenza della resistenza agli antibiotici.
– Prelevare campioni microbiologici prima di avviare una terapia antibiotica empirica, monitorare i risultati delle colture e ottimizzare la terapia antibiotica sulla scorta di questi ultimi è un mezzo per ridurre l’uso non necessario di antibiotici.
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18 Novembre 2012
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