Scaramuccia (Toscana): “I criteri vanno aggiornati”
Il problema sta proprio in questi rinvii, ogni anno si perde l’occasione di fare una riflessione più seria Quest’anno si era partiti con largo anticipo: le Regioni avevano chiesto lo scorso anno all’Agenas uno studio sui criteri di riparto, che era stato consegnato in luglio, e ad ottobre era stato insediato un gruppo di lavoro per esaminare le proposte. Ma poi non si è trovato un accordo, si è stati presi da altri problemi e così si è arrivati ad oggi. Sembra che non ci sia realmente la volontà delle Regioni a fare una propria proposta al Governo su criteri più equi e non ancorati a concetti ormai ampiamente superati.
Oggi si usa come unico correttivo la pesatura della popolazione per età, ma le Regioni meridionali chiedono da tempo che si impieghi anche un indice di deprivazione sociale. Crede che sia necessario questo ulteriore correttivo?
La letteratura sul tema è ampiamente sviluppata e indica chiaramente come sia necessario utilizzare criteri più pesanti di anzianità, ancora valutata in modo troppo basso, insieme ad altri criteri che tengano conto della povertà, non necessariamente solo economica ma anche sociale e culturale. È chiaro che non si può pensare di introdurre da un anno all’altro concetti che stravolgono il sistema, perché questo il sistema non potrebbe sopportarlo. Ma questo percorso va iniziato, non si può continuare a rinviare.
Pensa davvero che si potrebbe cominciare quest’anno?
Se c’è la volontà di prendersi una seria responsabilità, i tempi ci sono.
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13 Gennaio 2011
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