Senior Italia FederAnziani: “Italia sotto scacco della longevità. Decisori ne prendano consapevolezza”
“A ciò si aggiunga che, come già noto a tutti, da qui al 2023 andranno in pensione 16.000 medici di medicina generale e un assistito su tre rimarrà senza medico”, aggiunge Messina, “Una situazione grave alla quale ci auguriamo possa davvero porre rimedio il Tavolo per le scuole di specializzazione in medicina generale di recente istituzione. Non diverso è lo scenario rispetto agli infermieri, dal momento che al 2016 risultavano mancarne circa 47 mila per garantire la sicurezza ed efficienza dei servizi agli anziani”.
“Noi pazienti”, prosegue Messina, “dobbiamo inoltre registrare la mancata presa in carico di diverse patologie, come la BPCO (Broncopneumopatia Cronico-Ostruttiva); l’osteoporosi, con la mancata erogazione dei farmaci biologici che potrebbero contrastare efficacemente il rischio di frattura; la fibrillazione atriale rispetto alla quale i pazienti di fatto hanno difficoltà ad accedere ai Nuovi anticoagulanti orali o addirittura ne ignorano l’esistenza, quando il loro utilizzo potrebbe prevenire tanta parte di quei 200.00 ictus che si verificano ogni anno; infine cure inadeguate nell’oncologia per gli anziani e liste d’attesa fuori controllo demotivano così tanto i pazienti che alla fine è meglio non curarsi più”.
“A fronte di tale scenario”, conclude Messina, “il nostro sistema salute appare impreparato a rispondere, in modo omogeneo sul territorio, al bisogno di salute dei cittadini pazienti, soprattutto dei più fragili come gli anziani. Perché ciò avvenga urge che nei decisori ci sia un salto di qualità in termini di consapevolezza dei numeri e dello scenario che già oggi, e in modo ancora più drammatico in futuro, si sta delineando. Una consapevolezza che ci sembra oggi tutt’altro che acquisita, con le evidenti conseguenze sui più deboli che il Rapporto Istat descrive oggi in modo impietoso”.
17 Maggio 2017
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