Speranza: “Nuovo Dpcm mantiene impianto conservazione misure vigenti. Scuole sempre chiuse in zona rossa”
Così il ministro della Salute Roberto Speranza durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo provvedimento.
"Il nuovo Dpcm prova a mantenere l'impianto di conservazione delle misure essenziali che sono vigenti. Viene confermata la divisione del paese a colori, colori che gli italiani hanno imparato a conoscere". Quanto alla 'minaccia' della variante inglese, "ha una particolare capacità di penetrazione nelle fascie generazionali più giovani. Questo ci ha portato a determinare una scelta, cioè che in area rossa le scuole di ogni ordine e grado saranno con didattica a distanza – ha sottolineato Speranza -. La stessa didattica a distanza avverrà nei territori dove il tasso di incidenza su 100.000 abitanti in 7 giorni sarà pari o superiore a 250".
Sulla sicurezza delle mascherine, Speranza ha precisato: "Il procedimento autorizzativo vigente in Italia sulle mascherine è molto rigoroso, mi sento di dire che le mascherine in commercio sono sicure".
"Non siamo di fronte a una nuova formula politica: è un governo di unità nazionale, fortemente voluto dal presidente della Repubblica, che ha un nemico comune che è il Covid. Lavoriamo con uno spirito di unità nazionale. Siamo di fronte a un'emergenza straordinaria: bisogna fare un percorso per traghettare il Paese fuori dall'emergenza e dalla prostrazione", ha spiegato la ministra degli Affari regionali Maria Stella Gelmini nel corso della conferenza -. Nostro compito è, attraverso i provvedimenti, dare la ricetta giusta nei tempi giusti. Le colorazioni politiche sono ridotte all'osso, si prova ad avere un atteggiamento concreto sui problemi, facendo tesoro dei suggerimenti e delle analisi della scienza".
Quanto alla scuola: "Intenzione del governo è quella di tenere aperte le scuole. C'è volontà di giocare la partita dalla parte della scuola ma c'è un problema legato alle viarianti, la sospensione in presenza avverrà quindi in casi particolari. Si tratta quindi di una misura eccezionale", ha aggiunto Gelmini.
Ad intervenire più puntualmente sulla situazione epidemiologica, ed in particolare sulla circolazione delle varianti sul territorio è stato poi il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro: "La variante inglese ha una prevalenza stimata intorno al 54%, al 18 febbraio, il che vuol dire che oggi il valore è sicuramente più altro. È la variante dominante come avevamo previsto. La circolazione della variante inglese è maggioritaria e lo sarà sempre più: ha più elevata trasmissibilità, il modo migliore di contrastare la trasmissibilità è ridurre le occasioni di trasmissione. Il secondo dato importante è che nel nostro territorio c'è, in particolare in alcune regioni del centro Italia, una stima di prevalenza della variante brasiliana del 4,3%, non in tutto il Paese ma in Umbria, Toscana, Lazio, Marche. È un dato particolarmente preoccupante ma queste varianti sono nuove e devono essere stimate sia rispetto ad aumentata trasmissibilità che alla potenzialità di non garantire la stessa copertura immunitaria: aumentata la trasmissibilità e la potenziale capacità di ridurre la protezione".
"Sono estremamente importanti da monitorare ed è importante che si adottino le misure più restrittive possibili. Le regioni che hanno avuto questi focolai stanno adottando tempestivamente le zone rosse. La variante sudafricana è allo 0,4%, in particolare in alcune zone del Sudtirolo – ha proseguito Brusaferro -. Per la variante brasiliana la sfida è il contenimento: bisogna intervenire chirurgicamente ed evitare che si diffonda in altri contesti. Questa doppia strategia si dovrà accompagnare a un monitoraggio stretto anche delle incidenze e un forte supporto alle vaccinazioni".
Sempre in tema di varianti, ed in particolare su quella inglese, è intervento anche il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli: "Questo maggior potere infettante della variante inglese non si associa a patologie più gravi. Non differisce da quello che si è osservato dai primi mesi della diffusione del virus. I bambini rimangono fortunatamente risparmiati dalle forme più gravi. Nel giro di qualche settimana saranno resi disponibili i risultati delle sperimentazioni dei vaccini anche nella popolazione pediatrica. La risposta immunitaria sui bambini è brillante, anche più di quella osservata negli adulti – ha aggiunto -. Si potrà quindi poi considerare la vaccinazione anche in età pediatrica".
Infine, Locatelli ha precisato che sui soggetti già infettati da Sars-cov-2, "domani verrà diffusa una circolare da parte della direzione generale prevenzione del Ministero per cui ci sarà una sola dose di vaccino, in quanto l'infezione svolge il ruolo di priming, che viene svolto di solito dalla prima dose. Ci sarà la sola eccezione dei soggetti immunodepressi, per i quali vale il principio di massima cautela e si preferisce continuare con le due somministrazioni".
02 Marzo 2021
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