Troise (Anaao Assomed): “Proroga indispensabile per colpa delle Regioni”
Il problema reale è che fino ad ora, anche a causa della restrizione delle risorse, ma non solo, non è stato manifestato un programma chiaro teso a superare un regime di proroga ad oltranza. Eppure un passo in avanti era stato fatto: avevamo infatti contribuito a definire con l’ex ministro Fazio un testo approvato poi dalla Conferenza Stato Regioni del 18 novembre 2010, per noi era un punto di partenza importante per iniziare a disciplinare l’istituto. Peccato che nulla è accaduto. Il vero nodo è che fino a quando non si metterà in atto una volontà esplicita di riportare anche la forma allargata dell’intramoenia nell’attività ordinaria delle aziende nessun passo avanti si farà su questa strada. Quindi ciò che era nato come transitorio vive ancora come tale, e probabilmente continuerà ad essere così anche per il futuro se Regioni e Aziende sanitarie non addiverranno ad accordi con le organizzazioni sindacali per regolamentare meglio l’intera attività evitando da un lato abusi da parte delle aziende, dall’altro comportamenti opportunistici che possono manifestarsi in un sistema a maglie larghe. Le Regioni devono mettere, una volta per tutte, un punto fermo a questa transitorietà ad oltranza. Noi siamo disponibili a confrontarci.
Un immobilismo delle Regioni dettato da mancanza di risorse?
Non direi. I soldi sono stati anche spesi e in molte realtà sono stati creati spazi nuovi, ma per essere adibiti ad altre attività, non a questa. Altre Regioni poi non hanno mai chiesto accesso ai fondi a disposizione. La verità è che c’è una cattiva volontà da parte di Regioni e Aziende a realizzare questo obiettivo.
Il motivo?
Perché continua a diffondersi l’idea che la libera professione intramoenia sia un favore fatto ai medici. Quindi non vale la pena di impegnarsi né in attività di organizzazione né di controllo, e ci si affida ad un fai da te locale. Spero ora che con il ministro Balduzzi riusciremo a definire chi deve fare cosa. Questa è una materia che rientra nell’ambito dell’autonomia regionale. Che si continui a prorogare di anno in anno questo istituto con atto centralistico è un di più di cui potremmo fare a meno. Tanto varrebbe che ogni Regione andasse a determinare tempi e modi per arrivare ad una stabilizzazione dell’attività.
Ester Maragò
23 Dicembre 2011
© Riproduzione riservata
I più letti

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale

Infanzia e alimentazione. La Norvegia vieta la commercializzazione di cibi e bevande non salutari

Se la diagnosi è la solitudine, il medico deve ricorrere alla prescrizione sociale. Oms designa un centro per promuoverla

Case della Comunità, il flop dei numeri: meno del 4% funziona a pieno regime. Bene le Cot mentre gli Ospedali di comunità arrancano. I dati Agenas

Gliflozine in farmacia. “Una rivoluzione gentile. Risparmio da 9,2 milioni in tre mesi e il 94% dei pazienti è soddisfatto”. Intervista al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale

Medici di famiglia. La rivoluzione di Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità

Va in pensione con 100 giorni di ferie non godute: indennizzo da 60mila euro al medico

L'Argentina ufficializza l'uscita dall'Organizzazione mondiale della Sanità

Cervello. Scoperto il meccanismo che ci permette di “vedere” gli oggetti anche quando scompaiono