Tumore alla mammella avanzato. Trastuzumab emtansine raddoppia il tempo libero da progressione
I dati hanno infatti dimostrato che trastuzumab emtansine (T-DM1) ha prolungato senza peggioramento della malattia ― sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS), endpoint co-primario ― rispetto al trattamento di scelta da parte del medico. I dati hanno inoltre mostrato che nelle donne che assumevano T-DM1 il rischio di peggioramento della malattia o di morte è stato ridotto del 47 per cento (HR=0,528, P<0,0001). I dati relativi alla sopravvivenza globale (overall survival, OS) ― l'altro endpoint co-primario ― non sono ancora maturi. Non sono stati rilevati nuovi segnali relativi alla sicurezza di T-DM1. “Lo studio TH3RESA è il secondo grande studio di fase III in cui trastuzumab emtansine (T-DM1) ha dimostrato di essere in grado di migliorare la sopravvivenza libera da progressione nelle donne con una forma avanzata di carcinoma mammario HER2-positivo”, ha dichiarato Hal Barron, MD, Chief Medical Officer, Head Global Product Development di Roche.
Lo studio ha arruolato pazienti con carcinoma della mammella avanzato HER2-positivo, progredito nonostante un precedente trattamento con almeno due farmaci mirati contro HER2. Nello studio è stata effettuata una randomizzazione tra il trattamento con trastuzumab emtansine (T-DM1) e uno a scelta del medico della paziente. Nell’ottanta per cento delle donne che hanno ricevuto il trattamento scelto dal loro medico, è stato utilizzato un regime contenente trastuzumab.
Trastuzumab emtansine (T-DM1) ha recentemente ricevuto parere positivo da parte del CHMP (Comitato per i medicinali per uso umano dell'Unione Europea) come agente singolo per il trattamento di pazienti adulti affetti da tumore mammario HER2-positivo, inoperabile, localmente avanzato o metastatico, sottoposti in precedenza a trattamento con trastuzumab e un taxano, somministrati separatamente o in associazione. La decisione dell’EMA è prevista entro la fine dell'anno.
Nel febbraio 2013, trastuzumab emtansine (T-DM1) è stato approvato dalla Food and Drug Administration statunitense per il trattamento delle donne con mBC HER2-positivo, precedentemente trattate con trastuzumab e chemioterapia a base di taxani e che erano già state trattate per cancro metastatico o che presentavano una recidiva del tumore allo stadio precoce durante o entro sei mesi dal completamento di un ciclo di trattamento a seguito di intervento chirurgico.
03 Ottobre 2013
© Riproduzione riservata
I più letti

L'Argentina ufficializza l'uscita dall'Organizzazione mondiale della Sanità

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale

Decreto carburanti. Il conto lo paga anche la Sanità: 86 milioni tagliati al Ministero della Salute per finanziare la riduzione delle accise

Cervello. Scoperto il meccanismo che ci permette di “vedere” gli oggetti anche quando scompaiono

Borse bloccate e richieste di restituzione: gli specializzandi in farmacia ospedaliera nel limbo normativo

Medici di famiglia. La rivoluzione di Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità

Va in pensione con 100 giorni di ferie non godute: indennizzo da 60mila euro al medico

L'Argentina ufficializza l'uscita dall'Organizzazione mondiale della Sanità

Cervello. Scoperto il meccanismo che ci permette di “vedere” gli oggetti anche quando scompaiono

Nuova Nota Aifa sugli Inibitori di Pompa Protonica: uso appropriato, sicurezza e sostenibilità del Ssn