Zaia (Veneto): “Se arrivano altri tagli da Roma chiudiamo ospedali”
“Risparmiare in sanità si può, ma siamo stufi di essere presi in giro da chi spaccia il concetto di taglio con quello di spending review”, dichiara Zaia. Per il quale “revisione della spesa è ben altra cosa: è applicare i costi standard immediatamente, in tutta Italia, dai cerotti alle Tac, ma non si ha il coraggio di farlo; è tagliare davvero dove si spreca e non in tutto il Paese, ma non conviene perché dove si spreca ci sono milioni di voti; è diffondere in maniera coercitiva le buone pratiche che tante Regioni presentano e farle utilizzare da tutti. Niente di tutto ciò si fa, è troppo difficile. Allora si taglia e basta, nello stesso modo dove si spreca e dove no. Allora dove non si spreca bisognerà chiudere ospedali e servizi. Dopo anni di miracoli, almeno da parte del Veneto e di alcune altre Regioni, la soglia sarà superata”.
“Nonostante gli allarmi faziosi che circolano – assicura il presidente del Veneto – la sanità veneta, alla fine della gestione annuale, chiuderà almeno in pareggio, ma è molto probabile che sia l’ultima volta in cui sarà possibile. Stiamo anche tentando da mesi di mandare in porto una riforma amministrativa che ha l’unico scopo di tagliare la spesa della burocrazia e riversare i risparmi sulle cure. Comunque non ci sarebbero più margini. Dal prossimo taglio nazionale si chiude”.
“Si deve chiudere dunque – conclude Zaia – non c’è altro da fare. E non si cerchino colpe che non ci sono in Veneto e nelle poche altre Regioni virtuose. Si cerchino da chi ha deciso, da anni ormai, che la salute degli italiani non è una priorità”.
Dal Veneto, infine, uno schema sull’evoluzione del fondo sanitario e relativi tagli rispetto agli accordi sanciti fra Stato e Regioni nel Patto nazionale della salute:
2014: previsti nel Patto Nazionale della Salute 109 miliardi 928 milioni – erogati effettivamente 109 miliardi, meno 928 milioni.
2015: previsti nel Patto 112 miliardi 062 milioni – erogati effettivamente 109 miliardi 715 milioni, meno 2 miliardi 347 milioni.
2016: previsti nel Patto 115 miliardi 444 milioni – ridotti con l’Intesa 2 luglio 2015 non sottoscritta dal Veneto a 113 miliardi 097 milioni – realmente assegnati 111 miliardi, meno 4 miliardi 444 milioni rispetto al Patto Salute, meno 2 miliardi 097 milioni rispetto all’Intesa 2/7/2015. Tagli, altro che un miliardo in più come più volte sostenuto dal Governo.
E “ancora peggio andrà nel 2017 e 2018, anni nei quali il Governo ha previsto altri tagli pari a 4 miliardi 680 milioni nel 2017 e ad altri 6 miliardi 444 milioni nel 2018. Tutto questo porterà il rapporto tra spesa sanitaria e Pil al 6,38% nel 2018. Al di sotto del 6,5% indicato dall’OMS come soglia sotto la quale inizia a calare l’aspettativa di vita delle persone”, afferma la nota regionale.
Secondo i dati della Regione, “i tagli per il Veneto ammontano a circa 450 milioni per il 2015-2016 (200 nel 2015 e 250 nel 2016); ad altri 350 milioni circa nel 2017; ad ulteriori 500 milioni circa nel 2018”.
15 Settembre 2016
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