Formazione e ricambio generazionale, partecipazione ai tavoli ministeriali, valorizzazione dei dati per migliorare l’appropriatezza e sviluppo della figura del farmacista clinico e prescrittore. Sono i quattro impegni strategici indicati dal presidente Sifo, Arturo Cavaliere, per accompagnare l’evoluzione della farmacia ospedaliera e rafforzarne il contributo alla trasformazione del Servizio sanitario nazionale.
Una prospettiva che ha segnato l’apertura del 47° Congresso nazionale Sifo, in corso alla Nuvola di Roma, dove oltre 2mila partecipanti hanno seguito la sessione inaugurale dell’evento “Sifo in cloud. Nuovi assetti per la sanità”. Al centro del confronto, il ruolo dei farmacisti ospedalieri nella governance del farmaco, nell’innovazione terapeutica e nei nuovi modelli organizzativi, con un’attenzione crescente alla dimensione clinica della professione.
Cavaliere: quattro priorità per rafforzare il ruolo del farmacista ospedaliero
Nel suo intervento, Cavaliere ha ripercorso l’evoluzione della professione negli ultimi decenni, sottolineando come il farmacista ospedaliero abbia progressivamente assunto responsabilità sempre più ampie nel governo clinico della salute. Un ruolo che oggi si esprime nella valutazione delle terapie e nei processi di acquisto, nella promozione dell’appropriatezza e della sicurezza dei farmaci e dei dispositivi medici, ma anche nella gestione delle terapie avanzate, dalle CAR-T alle terapie geniche, dai radiofarmaci ai trattamenti per le malattie rare.
Su queste basi il presidente Sifo ha delineato “i quattro impegni Sifo per il prossimo periodo: Formazione e Ricambio generazionale, Contributo tecnico continuo ai tavoli ministeriali, Lavoro su Dati ed appropriatezza (con particolare attenzione a digitalizzazione e dossier farmaceutico) e implementazione della figura di Farmacista Clinico e prescrittore”.
Mecozzi: integrare competenze scientifiche, gestionali e responsabilità professionale
A delineare lo scenario nel quale si inseriscono queste sfide è stata Alessandra Mecozzi, presidente del Congresso, che ha articolato il proprio intervento attorno a tre interrogativi: cosa sta cambiando nella sanità, come accompagnare il cambiamento e quali esperienze del passato preservare.
Quattro, secondo Mecozzi, i principali fattori di trasformazione: transizione demografica, innovazione terapeutica, digitalizzazione e ridefinizione degli assetti territoriali. In questo contesto, il farmacista ospedaliero è chiamato a rafforzare il proprio contributo nella governance, nella prevenzione e nell’approccio One Health, nell’appropriatezza clinica e nell’integrazione delle reti assistenziali.
Per affrontare queste trasformazioni, ha concluso Mecozzi, il “futuro chiede a noi professionisti di essere in grado di integrare tre dimensioni fondamentali, quella delle competenze scientifiche, quella delle competenze gestionali e la responsabilità professionale”.
Gemmato: il farmacista clinico può migliorare le performance del Ssn
Il riconoscimento del ruolo strategico del farmacista ospedaliero è arrivato anche dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che ne ha evidenziato il contributo nell’aderenza terapeutica, nella verifica della spesa e nella personalizzazione delle cure.
Richiamando i 3,4 miliardi di euro aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale previsti dalla Legge di bilancio, Gemmato ha sottolineato come l’incremento delle risorse, pur importante, non sia sufficiente senza una revisione dei modelli organizzativi. In questo processo, ha osservato, il farmacista ospedaliero può assumere una funzione strategica sia nella governance nazionale sia in quella regionale.
“In prospettiva – ha precisato Gemmato – devo dire che si parla tanto di farmacista clinico e di farmacista prescrittore, dimensioni professionali che già in altri paesi europei sono ben conosciute. Credo che anche in Italia queste nuove funzioni potrebbero fare da volano di miglioramento delle performance del nostro Servizio Sanitario Nazionale”.
Rocca: nel Lazio possibile sperimentazione del farmacista clinico territoriale
Sulla valorizzazione delle competenze professionali si è soffermato anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha richiamato il contributo del farmacista ospedaliero nei team multidisciplinari e nei percorsi di cura.
Pur riconoscendone la tradizionale funzione manageriale, Rocca ha sottolineato come questa figura possa assumere un ruolo sempre più rilevante nell’integrazione tra professionisti, contribuendo a migliorare l’appropriatezza clinica e l’aderenza terapeutica. “L’idea del farmacista clinico e di reparto può condurre a un migliore dialogo sull’appropriatezza clinica e sull’aderenza terapeutica delle scelte che vengono compiute nell’interesse del paziente”.
Da Rocca è arrivata anche una proposta concreta: chiedere a Cavaliere, nella sua veste di direttore generale della Asl di Frosinone, di individuare un percorso per introdurre la figura del farmacista clinico in un’azienda sanitaria territoriale del Lazio. Un’esperienza che, secondo il presidente della Regione, potrebbe rappresentare un primo modello a livello nazionale.
Dalle istituzioni un riconoscimento al ruolo della professione
La sessione inaugurale ha registrato anche gli interventi di numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo sanitario.
Il presidente dell’Aifa, Robert Nisticò, ha richiamato il ruolo fondamentale del farmacista ospedaliero nella governance del farmaco, mentre il direttore generale dell’Agenas, Angelo Tanese, ha evidenziato il senso di appartenenza e la coesione della comunità professionale Sifo.
Il presidente di Federsanità Anci, Fabrizio D’Alba, ha sollecitato un nuovo protagonismo delle professioni per il rinnovamento del Ssn. Dal presidente della Fofi, Andrea Mandelli, è arrivato invece un richiamo alla centralità della figura professionale: “anche nei cambiamenti in corso deve essere certa una cosa: dove c’è un farmaco ci deve essere un farmacista”.
Alla sessione inaugurale hanno partecipato anche Giuseppe Quintavalle, presidente Fiaso, Giovanni Migliore, direttore Comunicazione del Ministero della Salute, Pierpaola D’Alessandro, in rappresentanza del Comune di Roma, Antonio Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, e Fulvio Berardo di Farmindustria.