Acn medicina generale. Snami e Smi prendono le distanze: “Va cambiato”

Acn medicina generale. Snami e Smi prendono le distanze: “Va cambiato”

Acn medicina generale. Snami e Smi prendono le distanze: “Va cambiato”
“Non va nella direzione giusta, battezza una dipendenza mascherata” ha detto il presidente nazionale dello Snami, Angelo Testa. Per Pina Onotri, Segretario Generale dello Smi “l’avvio della contrattazione parte con il piede sbagliato, perché non recepisce quanto chiesto ripetutamente  dalla categoria”

Le proposte del Comitato di Settore Regioni-Sanità dell’Atto d’Indirizzo per l’Acn della medicina generale che apriranno le porte all’avvio delle contrattazioni sono da rispedire al mittente.

Smi e Snami prendono le distanze dal documento e chiedono che venga cambiato.

“L’avvio della contrattazione per l’Acn di medicina generale parte con il piede sbagliato perché non recepisce quanto chiesto ripetutamente dalla categoria in questi ultimi due anni – ha detto Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani – inoltre, non tiene conto di quanto contenuto nella mozione parlamentare (1-00618) approvata da tutti partiti nella scorsa legislatura, a giungo 2022, che impegnava il Governo a reperire le risorse necessarie nell’ambito del rinnovo dei contratti, al fine di garantire tutele adeguate per i professionisti della medicina convenzionata in merito al riconoscimento dell’infortunio sul lavoro, al diritto alle ferie, alla maternità assistita, ai permessi per malattia, nonché a politiche continuative per le pari opportunità. Questo atto di indirizzo non contiene nulla di tutto ciò!”.

“Le risorse investite sull’area sono irrisorie, (ancor meno di quelle per la dirigenza medica) – prosegue – non tengono conto né dello sforzo organizzativo fatto dai medici in questi anni, né dell’inflazione corrente. Per non parlare dei medici di continuità assistenziale, eterna cenerentola della categoria e dei medici 118 neanche menzionati nel nuovo atto- Di questo passo ci saranno sempre meno medici disposti ad occuparsi di medicina generale, s’ incentiverà l’esodo di molti e si bloccheranno i nuovi ingressi. I tre milioni di italiani che sono senza medico di famiglia diventeranno molti di più senza una vera inversione di rotta nelle politiche contrattuali per la medicina generale. Non è solo una questione di migliori retribuzioni, anche se, va sottolineato, che i medici italiani risultano essere i peggio pagati d’Europa (dietro Spagna, Portogallo e Turchia) ma anche di maggiori tutele e diritti”.

“Il Comitato di Settore Regioni-Sanità – conclude – integri l’atto di indirizzo permettendo l’apertura di discussione di un contratto che punti ad aumenti retributivi, a nuove tutele e nuovi diritti per la medicina generale. Per realizzare tutto questo abbiamo necessità di un nuovo strumento contrattuale agile, snello, moderno, semplice, chiaro, invece che di un trattato gotico-bizantino di non facile lettura anche per gli addetti ai lavori”.

Per il presidente nazionale Snami, Angelo Testa: “Le linee proposte dalla Conferenza delle Regioni sono un viatico per il depauperamento progressivo della medicina generale. Questo tipo di indirizzo porterà allo spopolamento dei piccoli paesi, al prepensionamento dei medici più anziani e sarà un colpo duro anche per i giovani che invece di affacciarsi alla medicina territoriale preferiranno lavorare nelle strutture ospedaliere, dove la dipendenza vera dà più tutela della dipendenza, altrettanto vera, ma mascherata dalle 38 ore settimanali che l’atto di indirizzo prospetta”.

“L’atto di indirizzo – continua Gianfranco Breccia, segretario nazionale Snami – ripropone elementi contrattuali che nei mesi lo Snami ha pubblicamente avversato e denunciato, dando voce ad un’intera categoria che viene continuamente sottoposta a vere e proprie vessazioni di trattamento, nonostante sia l’unica vera garanzia per la tutela del diritto alla salute nei territori”.

“A differenza di altre sigle sindacali – conclude il presidente Testa – prendiamo decisamente le distanze dalle lodi sperticate in favore di Regioni e Ministero. A noi interessa costruire le giuste condizioni di lavoro per i medici di medicina generale, per cui rigettiamo al mittente questo atto di indirizzo. Ho convocato con urgenza il comitato centrale ed il consiglio nazionale, domenica 12 febbraio, per decidere con tutta la dirigenza del sindacato le azioni da intraprendere contro la dipendenza mascherata che vogliono propinarci, incuranti delle vere esigenze della medicina territoriale.”

06 Febbraio 2023

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