Aggredito farmacista perché non dispensa antibiotici senza ricetta medica. Intervista alla vittima, Gabriele Beltrame, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Udine

Aggredito farmacista perché non dispensa antibiotici senza ricetta medica. Intervista alla vittima, Gabriele Beltrame, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Udine

Aggredito farmacista perché non dispensa antibiotici senza ricetta medica. Intervista alla vittima, Gabriele Beltrame, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Udine
“Sono almeno 6 o 7 le persone che ogni giorno entrano in farmacia chiedendo farmaci con obbligo di prescrizione senza avere la ricetta medica. Per fortuna le aggressioni sono rare, ma non si lavora sereni”, spiega Beltrame che segnala altre due aggressioni per lo stesso motivo nella stessa settimana. A reagire male non sono gli utenti abituali della farmacia, “con cui si instaura un rapporto di fiducia e rispetto”, ma persone mai viste prima. Cosa fare? Eventi informativi per ricordare ai cittadini che “se il farmacista rifiuta di dispensare un farmaco, è per la loro salute”.

Il presidente dell’Ordine dei farmacisti della Provincia di Udine, Gabriele Beltrame, ha subìto in una settimana due aggressioni verbali nella sua farmacia per non avere dispensato farmaci con obbligo di ricetta a paziente che pretendevano di averli senza presentare la prescrizione medica. E racconta che negli stessi giorni anche un collega dell’area montana è stato aggredito per lo stesso motivo, con una violenza tale che il medico dell’aggressore, che ascoltava il diverbio al telefono, ha deciso di chiamare i carabinieri temendo per l’incolumità del farmacista.
Situazioni gravi ma che “non sono casi isolati”, denuncia Beltrame in questa intervista.

Dottor Beltrame, lei è stato vittima per avere rispettato le regole in materia di dispensazione dei farmaci con obbligo di ricetta. Come commenta quanto accaduto?
Si è trattato di un episodio indubbiamente grave, ma non unico. Queste situazioni di tensione, che a volte trovano sfogo in un'aggressione di tipo verbale o altri tipi di maltrattamenti, sono purtroppo all’ordine del giorno, in tutte le farmacie di tutta Italia. Forse non se ne parla molto perché i colleghi hanno imparato a convivere con queste situazioni. Recarsi in farmacia e chiede un farmaco con obbligo di ricetta senza avere la ricetta sembra diventata la normalità per i cittadini. Ma così non dovrebbe essere, per questo ho ritenuto importante sollevare il problema.
 
Nella mia farmacia abbiamo subìto due aggressioni in una settimana – una l’ho vissuta personalmente, nell’altra occasione la vittima era una delle mie collaboratrice – e negli stessi giorni anche un collega della provincia montata mi segnalava un episodio simile. In quel caso l’atteggiamento del paziente è stato talmente violento che il medico curante, che era in contatto telefonico con il farmacista per chiarire la vicenda, ha deciso di chiamare i carabinieri temendo per l’incolumità del farmacista.

In media ogni quanto capita che qualcuno chieda farmaci con ricetta pur non avendo la ricetta?
Almeno 6 o 7 volte al giorno.

I cittadini non conoscono le regole in materia?
Dicono di averne bisogno, di conoscere le indicazioni e i rischi, di sapere come assumerlo, e dicono che dal momento che pagano, pretendono di averlo. Come se la farmacia fosse un qualsiasi negozio, in cui arrivi, scegli la merce, paghi e porti via. Non è così. La farmacia è un presidio di salute e il farmacista è un professionista che ha il compito di gestire il servizio e di garantire la corretta erogazione dei farmaci secondo la normativa vigente, nonché di fornire al cittadino tutto l’aiuto e le informazioni necessarie per il corretto uso dei farmaci.

Nel caso della richiesta di farmaci con obbligo di ricetta, usiamo sempre la massima cortesia per spiegare ai cittadini che si presentano senza ricetta che quello che chiedono è vietato dalla legge e che così funziona per il loro bene, in quando si tratta di farmaci importanti. Viene spiegato che il rifiuto non deriva da un nostro desiderio di penalizzarli o metterli in difficoltà, ma dalla necessità di tutelare la salute personale e collettiva. Perché se da una parte c’è il rischio di effetti collaterali immediati, dall’altra ci sono farmaci – come gli antibiotici – che se presi in modo sbagliato possono generare l’antibiotico resistenza e favorire lo sviluppo di batteri resistenti che possono contagiare altre persone, scatenando epidemie.
Invitiamo quindi a confrontarsi con il proprio medico per valutare se l’assunzione di quel farmaco sia davvero necessario e, in caso affermativo, di tornare in farmacia con la ricetta.

La maggior parte delle volte i cittadini comprendono ciò che diciamo loro ed escono dalla farmacia senza polemiche, alcuni con un po’ di malumore. Purtroppo c’è anche chi si scalda e diventa aggressivo. Certe volte c'è di che avere paura… Non sai mai fino a che punto può spingersi l'aggressore.

In che modo i cittadini giustificano il fatto di non avere la prescrizione medica?
Alcuni non sanno che per quel farmaco è necessaria la prescrizione. A volte dicono di non avere avuto il tempo per andare dal medico. In uno degli episodi accaduti nella mia farmacia, l’utente affermava di doversi recare all’estero l’indomani, di non avere avuto modo di recarsi dal medico ma di avere assolutamente bisogno di procurarsi il farmaco prima di partire.
La maggior parte delle volte non ci viene neanche data una motivazione.

Quali farmaci vi vengono chiesti con maggiore frequenza senza ricetta?
Capita un po’ con tutti i tipi di farmaci. Antibiotici, certamente, ma oggi, ad esempio, è successo con il sildenafil, farmaco per l'impotenza. Ovviamente non gli è stato dispensato e l’uomo se ne è andato in malo modo mandandoci a quel paese.

C’è un identikit dell’aggressore?
Nei due casi che abbiamo subito la scorsa settimana si è tratta to di due uomini, di 60 e 40 anni circa. Ma non c’è un profilo tipico. Succede con gli uomini e con le donne, con i giovani, gli adulti e gli anziani.
Posso dire che, per quanto mi riguarda, si è sempre trattato di sconosciuti che entravano per la prima volta nella mia farmacia. Con i clienti abituali, infatti, c’è un rapporto di rispetto, stima e fiducia; loro ascoltano le nostre indicazioni e le accettano.

Secondo lei bisogna intervenire per fermare questo fenomeno? Se sì, come?
Io son presidente dell’Ordine di Udine, ma l’Ordine non ha mezzi concreti per intervenire se non promuovendo campagne informative, che possono essere sostenute anche dalle istituzioni.
Nel nostro territorio stiamo già da tempo lavorando su questo C’è stato un evento poco tempo fa e ce ne sarà un altro il 13 dicembre, rivolto a medici, farmacisti e cittadini e incentrato proprio sul corretto uso dei farmaci. Ed è su questa strada che insisteremo.
 
Lucia Conti

Lucia Conti

23 Novembre 2018

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