QS » Lavoro e Professioni » Ambiente e salute. Fadoi e Carabinieri portano 130 alberi negli ospedali italiani. Schillaci: “Prevenire anche i rischi ambientali”
Ambiente e salute. Fadoi e Carabinieri portano 130 alberi negli ospedali italiani. Schillaci: “Prevenire anche i rischi ambientali”
Celebrata a Roma, presso l’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, la quarta edizione dell’iniziativa “Un albero per la salute”. Nel 2026 messi a dimora altri 30 alberi in altrettanti ospedali. Montagnani (FADOI): “Non possiamo curare i malati e ignorare ciò che li fa ammalare”. Il ministro della Salute richiama l’approccio One Health e ricorda il nuovo Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 e i 50 milioni aggiuntivi stanziati per il 2026. Ogni anno 6,6 milioni di morti nel mondo sono attribuiti all’inquinamento atmosferico, mentre il settore sanitario è responsabile di circa il 5% delle emissioni globali di gas serra.
Centotrenta alberi messi a dimora negli ospedali italiani dal 2023 a oggi, trenta dei quali soltanto nel 2026. È il bilancio della quarta edizione di “Un albero per la salute”, il progetto promosso da FADOI, la Federazione dei medici internisti ospedalieri, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri – Raggruppamento Biodiversità, celebrato oggi all’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma, alla presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci.
Un’iniziativa che vuole richiamare l’attenzione sul legame sempre più stretto tra tutela dell’ambiente e salute pubblica, nella consapevolezza che la prevenzione delle malattie non può prescindere dalla qualità dell’aria, dell’acqua e degli ecosistemi in cui viviamo.
Il progetto, nato nel 2023 proprio presso l’ospedale romano e successivamente esteso a livello nazionale, ha visto nei primi tre anni la messa a dimora di 100 alberi. Il 27 ottobre scorso altri 30 alberi sono stati donati e piantati in altrettante strutture ospedaliere italiane.
Schillaci: “La salute si tutela anche attraverso la qualità dell’ambiente”
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci, che nel suo intervento ha evidenziato come la tutela della salute debba necessariamente comprendere anche la prevenzione dei rischi ambientali.
“Piantare un albero in un ospedale è un gesto simbolico, ma anche un atto concreto di responsabilità. Ci ricorda che la salute non si tutela soltanto attraverso le cure e le terapie, ma anche attraverso la qualità dell’ambiente in cui viviamo, dell’aria che respiriamo e degli spazi che frequentiamo ogni giorno”.
Il ministro ha ricordato che l’inquinamento atmosferico può favorire l’insorgenza e l’aggravamento delle malattie croniche, con conseguenze particolarmente rilevanti per bambini, anziani e persone affette da patologie respiratorie e cardiovascolari.
Da qui la necessità di rafforzare l’approccio One Health, che riconosce l’interdipendenza tra salute umana, animale e ambientale.
Un’impostazione che, ha evidenziato Schillaci, trova spazio nel nuovo Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, adottato lo scorso maggio, che individua nell’ambiente, nel clima e nella salute una delle aree prioritarie di intervento.
Il ministro ha inoltre ricordato che il Governo ha previsto ulteriori 50 milioni di euro per il 2026 a sostegno delle attività di prevenzione territoriale, oltre al Programma triennale “Salute, ambiente, biodiversità e clima”, finalizzato a rafforzare la collaborazione tra sistema sanitario e sistema della protezione ambientale.
Un impegno che riguarda anche la sostenibilità degli ospedali, attraverso interventi di modernizzazione delle strutture, miglioramento dell’efficienza energetica e utilizzo più responsabile delle risorse, anche grazie agli investimenti del PNRR.
Schillaci ha infine valorizzato il ruolo della Medicina Interna, sottolineando come gli internisti, impegnati quotidianamente nella gestione di cronicità, multimorbilità e fragilità, siano tra i professionisti maggiormente in grado di osservare gli effetti delle condizioni ambientali sulla salute.
Montagnani (FADOI): “Non possiamo curare i malati e ignorare ciò che li fa ammalare”
A richiamare l’attenzione sulla responsabilità del mondo sanitario è stato Andrea Montagnani, presidente nazionale FADOI.
“Come medici siamo abituati a intervenire quando una malattia si manifesta. Ma dobbiamo avere il coraggio di guardare anche a ciò che contribuisce a far ammalare le persone. E tra questi fattori l’ambiente ha un peso sempre più rilevante”.
Una questione che, secondo il presidente degli internisti ospedalieri, trova riscontro quotidianamente nei reparti.
“L’inquinamento atmosferico favorisce patologie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche. Le ondate di calore rappresentano una minaccia crescente, soprattutto per gli anziani e i pazienti fragili. Sono problemi che noi internisti incontriamo ogni giorno nei reparti ospedalieri. Per questo non possiamo più considerare la tutela dell’ambiente una questione separata dalla medicina. La prevenzione non si fa soltanto in corsia: comincia dall’aria che respiriamo, dall’acqua che beviamo e dalla qualità dei luoghi in cui viviamo”.
Montagnani ha poi evidenziato un paradosso del sistema sanitario: mentre cura le conseguenze delle malattie legate anche all’inquinamento e ai cambiamenti climatici, contribuisce esso stesso alle emissioni responsabili del riscaldamento globale.
“C’è poi un paradosso che dobbiamo affrontare – prosegue Montagnani – perché la stessa sanità, nata per proteggere la salute, contribuisce per circa il 5% alle emissioni globali di gas serra. Dobbiamo impegnarci per rendere gli ospedali più sostenibili, ridurre gli sprechi, migliorare l’efficienza energetica e promuovere modelli organizzativi e assistenziali attenti all’ambiente. L’approccio One Health deve entrare concretamente nelle politiche sanitarie. I 130 alberi messi a dimora sono un simbolo di questa responsabilità, ma soprattutto un invito ad agire”.
Inquinamento, 6,6 milioni di morti l’anno. E la sanità produce il 5% delle emissioni globali
A confermare la dimensione sanitaria della questione sono i dati richiamati da FADOI.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’inquinamento atmosferico è responsabile di circa 6,6 milioni di decessi ogni anno nel mondo, rappresentando uno dei principali fattori di rischio ambientale per la salute.
Le conseguenze riguardano soprattutto le malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche. Ma la minaccia arriva anche dalla crescente alterazione degli ecosistemi: oltre il 60% delle malattie infettive emergenti segnalate a livello globale proviene infatti dagli animali.
La perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici e la pressione sulle risorse naturali possono favorire le condizioni per la comparsa e la diffusione di nuove patologie.
In questo scenario anche il settore sanitario è chiamato a fare la propria parte. Circa il 5% delle emissioni globali di gas serra è infatti attribuibile alla sanità, considerando non soltanto i consumi energetici degli ospedali, ma anche la produzione e distribuzione di farmaci e dispositivi medici, i trasporti e l’intera filiera assistenziale.
Ridurre questa impronta ambientale rappresenta quindi una sfida che coinvolge direttamente le politiche di organizzazione e gestione dei servizi sanitari.
I Carabinieri: “Difendere la biodiversità significa difendere la vita”
Il valore dell’iniziativa è stato sottolineato anche dal generale di brigata Raffaele Pio Manicone, comandante del Comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità.
“La tutela della biodiversità non riguarda soltanto la salvaguardia di specie vegetali e animali, ma rappresenta una condizione fondamentale per la qualità della vita e la salute delle comunità”.
“Con questo progetto abbiamo voluto portare nei luoghi della cura un segno tangibile del legame tra natura e benessere umano. Ogni albero messo a dimora è un investimento nel futuro e un’occasione per diffondere una maggiore cultura ambientale. Difendere la biodiversità significa difendere la vita, e la collaborazione con i medici internisti dimostra che la tutela dell’ambiente è un impegno che deve coinvolgere tutta la società”.
Alla cerimonia ha partecipato anche il generale di Corpo d’Armata Fabrizio Parrulli, comandante del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri.
L’Arma ha ribadito il valore educativo del progetto, che punta a coinvolgere medici, operatori sanitari, pazienti e cittadini in un percorso di maggiore consapevolezza ambientale.
Arcuri (Gemelli Isola): “La salute delle persone, degli animali e dell’ambiente è una sola”
Per Giovanni Arcuri, direttore generale dell’Ospedale Isola Tiberina, il progetto rappresenta anche la prosecuzione di una storia che vede da oltre duemila anni l’Isola Tiberina come luogo di cura.
“Siamo contenti che il progetto ‘Un albero per la salute’ sia nato proprio qui, quattro anni fa, e che sia cresciuto fino a diventare un progetto nazionale”.
Un percorso che, ha sottolineato Arcuri, dimostra come la responsabilità delle strutture sanitarie non si esaurisca nell’assistenza ai pazienti, ma comprenda anche la tutela dell’ambiente in cui vivono.
“Ci ricordano che la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente è una sola. Piantare un albero è un gesto piccolo, ma ci insegna che il futuro si costruisce con pazienza, cominciando da oggi”.
Una sfida che va oltre gli alberi
L’iniziativa “Un albero per la salute” si inserisce nel più ampio progetto nazionale “Un albero per il futuro”, gestito dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Con 130 alberi messi a dimora in quattro edizioni, il progetto punta a trasformare gli ospedali anche in luoghi di educazione ambientale e sensibilizzazione sui determinanti della salute.
Un risultato dal valore soprattutto culturale, che richiama l’esigenza di integrare stabilmente la sostenibilità nelle politiche sanitarie e nelle strategie di prevenzione.
Perché, come sottolineato nel corso dell’iniziativa, proteggere la salute non significa soltanto curare le malattie, ma anche intervenire sulle condizioni ambientali che contribuiscono alla loro insorgenza.
“Prendiamo atto delle risorse annunciate per il Servizio sanitario nazionale. Ora è necessario capire quale spazio la manovra riserverà alla medicina generale. Il rafforzamento dell’assistenza territoriale non può restare un...
Nella manovra approvata ieri dal Consiglio dei Ministri non si intravede, allo stato attuale, un investimento strutturale capace di migliorare concretamente il funzionamento del Servizio sanitario nazionale. Mancano risorse per...
Sul tema dell’indennità di specificità della dirigenza sanitaria dall’atto dell’istituzione sono stati fatti una serie di interventi certamente non risolutivi. Si rende pertanto necessario fare chiarezza, ricostruendo con rigore il...
L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (Andi) accoglie con favore le novità inserite nel disegno di legge di Bilancio 2027 fresco di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri. Tra i provvedimenti...