Analisi Nursing Up: “Infermieri nuovi poveri, a rischio anche salute mentale”

Analisi Nursing Up: “Infermieri nuovi poveri, a rischio anche salute mentale”

Analisi Nursing Up: “Infermieri nuovi poveri, a rischio anche salute mentale”

“Salari e prospettive restano fermi rispetto al costo della vita che cresce – afferma Antonio De Palma, presidente Nursing Up –. È sempre più forte la pressione su una professione che andrebbe ricostruita e rilanciata".

Dopo i risultati del rapporto Caritas sulla Salute mentale, che segnalano tra le altre cose un aumento del 154% dei disturbi depressivi in soli 10 anni, il sindacato degli infermieri Nursing Up evidenzia la situazione degli infermieri tratta dalle proprie analisi.

Se nell’80% dei casi il disagio mentale è associato a difficoltà economiche e precarietà lavorativa secondo Caritas, questo “meccanismo oggi coinvolge anche categorie professionalmente occupate ma colpite da erosione del potere d’acquisto e stagnazione delle prospettive, come gli infermieri italiani”.

In Italia, secondo i dati Ocse, lo stipendio lordo medio annuo di un infermiere è compreso tra 29 e 32 mila euro; il netto mensile nei primi anni oscilla tra 1.500 e 1.800 euro. In Germania e Francia si superano i 40 mila euro annui, con progressioni più strutturate; il divario è ancora più marcato rispetto a Svizzera, Norvegia e Finlandia.

A questo si uniscono i costi degli affitti nelle grandi città: secondo ISTAT e osservatori immobiliari, un bilocale a Milano supera i 1.200 euro mensili; a Bologna e Torino varia tra 850 e 1.050 euro. Con un netto di 1.500 euro, l’incidenza può superare il 60% del reddito.

Nel 2024 oltre 20mila professionisti hanno lasciato volontariamente la sanità pubblica, scegliendo libera professione o estero. Il Survey nazionale Nursing Up evidenzia che oltre il 70% degli infermieri, potendo tornare indietro, farebbe una scelta diversa.

Parallelamente, le domande di accesso ai corsi di laurea in Infermieristica sono diminuite di circa l’11%. Se nel 2010 le richieste superavano le 46 mila unità, oggi si attestano intorno alle 21 mila annue, con sedi che non coprono interamente i posti disponibili.

“Salari e prospettive restano fermi rispetto al costo della vita che cresce – afferma Antonio De Palma, presidente Nursing Up –. È sempre più forte la pressione su una professione che andrebbe ricostruita e rilanciata. Servono interventi concreti: adeguamento salariale coerente con il costo della vita, riduzione del divario europeo, percorsi di carriera chiari e piano di assunzioni. Senza infermieri non c’è futuro per il nostro SSN”.

13 Febbraio 2026

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