Anziani. Crescono gli over 65, ma mancano geriatri e posti letto in geriatria. Sigg e Sigot lanciano appello a Speranza e Bonaccini 

Anziani. Crescono gli over 65, ma mancano geriatri e posti letto in geriatria. Sigg e Sigot lanciano appello a Speranza e Bonaccini 

Anziani. Crescono gli over 65, ma mancano geriatri e posti letto in geriatria. Sigg e Sigot lanciano appello a Speranza e Bonaccini 
Appena 2.500 gli specialisti e solo 3.560 i posti letto in geriatria, a fronte di un afflusso in Pronto Soccorso determinato soprattutto dai malati più anziani e di più difficile gestione. Appello dei geriatri al Ministro Speranza e al presidente Bonaccini: “Approvare con urgenza in Conferenza Stato-Regioni il documento ministeriale di indirizzo dell’assistenza ospedaliera geriatrica, pronto da quasi 2 anni e mai esaminato dalla Commissione Salute”

L’Italia è uno dei paesi più vecchi del mondo. Dati alla mano, ci sono 168,9 over 65, ogni 100 giovani: un indice di vecchiaia da nuovo record nazionale, come emerso dal Rapporto Istat 2019. Una longevità che si accompagna però anche a un importante aumento del numero assoluto di over 75 con molteplici malattie croniche, che spesso rendono indispensabile il ricorso agli ospedali, con 1,3 milioni di ricoveri all’anno e una degenza media di 9 giorni, senza contare i tanti malati complessi di età compresa tra 65 e 75 anni.
 
Ma il numero dei posti letto in geriatria, appena 3.560, non è sufficiente a reggere l’onda d’urto, e anche la gestione nei Pronto Soccorso di questi malati “fragili” mostra criticità: nonostante il ricorso al Pronto Soccorso e il successivo ricovero ospedaliero siano quasi sempre appropriati negli anziani – come emerge dalla distribuzione dei codici di accesso e dalle Sdo (2015) relative alle dimissioni degli over 65 – mancano corsie preferenziali per questi pazienti, spesso non in grado di attendere le cure, magari prestate su una barella. Infine sono appena 2.500 i geriatri, specialisti vocati alla gestione mirata ed efficace di pazienti particolarmente complessi e in grado di ridurre il rischio di mortalità e peggioramento della disabilità.
 
Insomma, tanti anziani sempre più complessi, pochi medici con una specializzazione ad hoc e pochi posti letto per prendersi carico di una popolazione che ha bisogno di risposte di cura su misura.
 
Ecco quindi che la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) e la Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (Sigot), lanciano l’allarme e chiedono che venga accresciuta la disponibilità di posti letto di geriatria e vengano implementati nei Pronto Soccorso i “codicI argento” e i percorsi dedicati ai pazienti geriatrici. Occorre inoltre istituire la figura dell’infermiere di emergenza geriatrica, debitamente formato, e aumentare il numero dei posti di specializzazione in geriatria.
 
Tutte indicazioni già messe nero su bianco nel documento “Il ricorso dei pazienti geriatrici al Pronto Soccorso e al ricovero ospedaliero”, predisposto da un gruppo tecnico istituito presso il Ministero della Salute con la partecipazione dei rappresentanti delle due società scientifiche. Documento trasmesso il 28 marzo del 2018 dal Ministero alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, con l’obiettivo di approdare alle Conferenza Stato-Regioni per essere definitivamente approvato, ma che, incomprensibilmente, a quasi due anni di distanza è ancora in attesa di essere calendarizzato in Conferenza Stato-Regioni.
 
La Sigg e la Sigot si appellano al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Presidente delle Regioni Stefano Bonaccini perché accelerino l’iter per l’approvazione del documento.
 
“Ogni anno cresce il numero assoluto di grandi anziani e quindi anche di anziani malati che si rivolgono in modo del tutto appropriato al Pronto Soccorso e all’ospedale – spiegano Raffaele Antonelli Incalzi eFilippo Luca Fimognari, rispettivamente Presidenti Sigg e Sigot – gli accessi in Pronto Soccorso, alla base della maggior parte dei ricoveri, si attestano tra i 230 e 300 per mille abitanti nell’arco di età che va da 40 a 69 anni per poi impennarsi, superando i 500 per mille tra 75 e 80 anni. E all’aumento dell’età corrisponde anche il carico di molteplici malattie e disabilità: per questo i medici di Pronto Soccorso, quando decidono di ricoverare gli anziani, lo fanno a ragion veduta, trattandosi quasi sempre di pazienti in condizioni gravi. La gestione del paziente è però particolarmente complessa, a fronte dell’esiguità dei posti letto geriatrici disponibili. Le indicazioni fornite dal Documento di indirizzo ministeriale permetterebbero di migliorare sensibilmente l’assistenza a questi pazienti e alleggerire il carico di lavoro del Pronto Soccorso”.
 
Diventa quindi strategico che il documento stilato dal Ministero della Salute, il quale contiene proposte di organizzazione sanitaria finalizzate a migliorare l’assistenza ospedaliera geriatrica, venga approvato al più presto: “Il rischio – concludono Antonelli  Incalzi e Fimognari – è che si perda una preziosa occasione per migliorare l’ assistenza sanitaria agli anziani in Ospedale, proprio in un momento in cui l’affollamento del Pronto Soccorso è divenuta un’ emergenza sanitaria nazionale, soprattutto come conseguenza della continua crescita della popolazione anziana”.

07 Gennaio 2020

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