Fp Cgil: “Un contratto definanziato a cui diciamo no, il 12 dicembre scioperiamo”
“Siamo amareggiati e indignati per i 137.370 professionisti dell’Area Sanità che si sia deciso di interrompere precocemente, in solo 3 sedute, la trattativa per il rinnovo del CCNL 2022-24”: lo afferma Andrea Filippi, Segretario Nazionale Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN, in merito alla sottoscrizione della preintesa del CCNL 2022-2024 avvenuta oggi presso l’ARAN.
“È preoccupante che, a fronte della fuga dai servizi sanitari ospedalieri e territoriali dei professionisti in cerca di rispetto del valore sociale della loro professione e di migliori condizioni di lavoro per migliorare la qualità delle cure offerte alla cittadinanza, si risponda con un contratto definanziato che non affronta temi centrali per l’organizzazione dei servizi. Tanti i punti negativi che non possono essere accettati da chi nel recente passato era un ‘eroe’ e oggi è maltrattato e squalificato: risorse contrattuali che impoveriscono le buste paga di ben 10 punti percentuali, con una perdita di 537 euro lordi medi mensili rispetto all’inflazione, un aumento tabellare di soli 92 euro lordi al netto dell’anticipo, aumenti contrattuali degli incarichi, maggiori per le posizioni apicali ed in extramoenia, rispetto a quelle più basse da sempre sacrificate come quelle dei giovani e dei neoassunti, indennità di specificità, seppur già finanziata da gennaio 2026, congelata fino al prossimo contratto e ancora non adeguatamente finanziata per i Dirigenti sanitari, mancato finanziamento dell’indennità di esclusività dei Dirigenti delle Professioni Sanitarie che attende da anni una soluzione. Con la firma di oggi si chiude una trattativa che mortifica professionalmente ed economicamente le lavoratrici ed i lavoratori della salute”.
“Per questo – prosegue – noi non lo abbiamo firmato e siamo pronti a radicalizzare la nostra vertenza coinvolgendo, con la sciopero generale del 12 dicembre, anche i Dirigenti Medici, Veterinari, Sanitari e delle Professioni Sanitarie che non accettano un contratto imposto dal Governo, firmato passivamente senza nessuna negoziazione. Si potevano trattare per tutta la legge di bilancio ancora in discussione alle Camere, per ottenere le risorse aggiuntive per l’indennità di specificità già finanziate dal 2026, che mancano per i Dirigenti Sanitari e che anche per medici e veterinari potevano essere erogate da subito in busta paga. Stiamo parlando di 3000 euro l’anno in più che avrebbero dato ossigeno ai salari, poteva essere un minimo segnale di equità e di rispetto per i professionisti che, invece, dovranno aspettare il prossimo contratto, mentre in tanti abbandonano il SSN”.
“Siamo sconcertati per la precipitazione di una sottoscrizione frettolosa utile solo alla propaganda del Governo, ma siamo pronti a ripartire da subito con lo sciopero del 12 dicembre contro la legge di bilancio e con la consultazione su tutte le Aziende del Servizio Sanitario Nazionale”, conclude Filippi.
18 Novembre 2025
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