Costi per forniture sanitarie più alti al Sud e diseguaglianze regionali. Su Lancet le proposte dei medici italiani per dare risposte

Costi per forniture sanitarie più alti al Sud e diseguaglianze regionali. Su Lancet le proposte dei medici italiani per dare risposte

Costi per forniture sanitarie più alti al Sud e diseguaglianze regionali. Su Lancet le proposte dei medici italiani per dare risposte
Dalla necessità di uniformare i 21 sistemi informatici per trasferire dati tra loro e garantire cure e assistenza uniforme in tutto il Paese ,allo sviluppo di nuovi modelli di presa in cura con l’utilizzo delle piattaforme e-health e dei “Patient Journey digitally enhanced”. In un articolo pubblicato su Lancet, le proposte di Fnomceo, Lilt, Sima e Fism

Sul caso delle discrepanze tra i costi di forniture sanitarie e dispositivi medici tra il Sud e Nord Italia – che in alcuni casi possono arrivare fino a triplicarsi a seconda della Regione in esame – nonché sulla incomunicabilità tra sistemi informatici regionali, al centro di un editoriale pubblicato a inizio anno su The Lancet Regional Health Europe, arriva oggi dalle pagine della stessa rivista la risposta dei medici italiani.

In un articolo firmato da Fnomceo, Lilt, Sima e Fism (federazione che raccoglie oltre 2O0 società scientifiche mediche italiane), due degli autori, Prisco Piscitelli (Associazione Medica Europea, Ema) e Annamaria Colao (Fism), riconducono la difficoltà dell’interoperabilità dei sistemi informatici tra le regioni italiane allo spezzettamento del Servizio Sanitario Nazionale avvenuto all’indomani della modifica costituzionale del 2001.

Una decentralizzazione che non è finora riuscita pienamente a garantire Livelli Essenziali di Assistenza e prestazioni uniformi in tutto il Paese, generando di fatto disuguaglianze sanitarie, aggravate dalla riduzione dei posti letto ospedalieri (da quasi 10 a poco più di 3 ogni 1000 abitanti) e la lentezza nell’espansione dei servizi territoriali, nel contesto di una crescente domanda di salute da parte dei cittadini, che spesso non trovano risposte in tempi adeguati.

“Partendo dall’analisi delle criticità derivanti dall’avere 21 diversi sistemi sanitari regionali (includendo le due Province autonome di Trento e Bolzano), emergono però delle possibili indicazioni per migliorare il sistema, grazie a quello che potrà mettere in campo il nostro Ministero della Salute e alle possibilità legate ai fondi Pnrr” spiegano Colao e Piscitelli.

“È necessario uniformare gli attuali 21 sistemi informatici per renderli in grado di trasferire dati tra loro e garantire cure e assistenza ai cittadini in tutto il Paese, ma anche invertire il trend in riduzione del numero di studi clinici condotti negli ospedali italiani proprio a causa delle criticità dei sistemi informatici” ha aggiunto il presidente Sima, Alessandro Miani.

Al riguardo c’è stata una presa di posizione del Presidente Fnomceo, Filippo Anelli, sulla necessità di coinvolgere gli stessi clinici nello sviluppo di strumenti informatici per la raccolta dati di fondamentale utilità per il medico, in modo da disporre di un’unica scheda per ogni paziente.

Una specifica petizione è stata invece già lanciata dal Presidente Lilt, Francesco Schittulli, per superare i limiti oggi esistenti nelle cure sanitarie in base alla Regione di provenienza e riaffermare l’universalità del sistema, con garanzia di livelli di prestazioni omogenei e crescenti su tutto il territorio nazionale.

Infine, il Presidente Fism Loreto Gesualdo sottolinea l’importanza di sviluppare nuovi modelli di presa in cura del paziente con l’utilizzo delle piattaforme e-health e dei “Patient Journey digitally enhanced”, in grado di colmare il gap ospedale-territorio e garantire una continuità di cura multidisciplinare.

L’articolo di The Lancet è pubblicato al seguente link:

https://www.thelancet.com/journals/lanepe/article/PIIS2666-7762(25)00042-0/fulltext

11 Marzo 2025

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