Bari. Festa della Professione medica 2018. Anelli: “Ad ogni ragazzo che si iscrive a medicina dev’essere garantita una borsa”

Bari. Festa della Professione medica 2018. Anelli: “Ad ogni ragazzo che si iscrive a medicina dev’essere garantita una borsa”

Bari. Festa della Professione medica 2018. Anelli: “Ad ogni ragazzo che si iscrive a medicina dev’essere garantita una borsa”
L’evento si è svolto ieri presso il Teatro Petruzzelli con la tradizionale Cerimonia di consegna delle medaglie, il Giuramento di Ippocrate dei neo–laureati ed il conferimento del Premio per la Buona Medicina. Anelli: “La professione è un’arte particolare. Il termine deriva dal latino profiteor, che significa dichiarare, professare”.

Si è tenuta ieri sera presso il Teatro Petruzzelli di Bari, la Festa della Professione dell’Ordine dei medici di Bari, con la tradizionale Cerimonia di consegna delle medaglie, il Giuramento di Ippocrate dei neo–laureati ed il conferimento del Premio per la Buona Medicina. 

“La professione è un’arte particolare. Il termine deriva dal latino profiteor, che significa dichiarare, professare. Oggi i ragazzi che entrano nella professione dichiarano la propria conoscenza della scienza medica, dopo un percorso formativo lunghissimo, che non si esaurisce con la laurea ma si completa con le specializzazioni” – con queste parole ha aperto la serata Filippo Anelli, Presidente dell'Ordine dei medici di Bari e Presidente della Federazione nazionale degli Ordini, che ha fatto riferimento al problema del limbo formativo – “In tutti questi anni dai 1500 ai 2mila colleghi sono rimasti senza poter completare il proprio percorso formativo. Credo che ad ogni ragazzo che si iscrive a medicina debba essere invece garantita una borsa. È quello che il Consiglio della Fnomceo ha chiesto in una mozione inviata al Ministro.”

Il sindaco della Città Metropolitana, Antonio Decaro ha portato i suoi saluti anche in qualità di Presidente ANCI: “La Festa della professione è anche la festa della comunità. Il medico è colui a cui affidiamo le nostre paure e speranze. Vi ringrazio a nome di tutti i sindaci italiani per quello che fate quotidianamente a tutela della salute dei cittadini e per la pazienza che avete dimostrato, soprattutto in questo periodo storico. Avrete sempre il nostro sostegno.”
 
La Cerimonia ha visto la consegna di 35 medaglie d’oro per i 50 anni dalla laurea e di 183 medaglie d’argento per i 25 anni dalla laurea.

Franco Lavalle, Vice Presidente Omceo Bari ha invitato i 312 medici neo–iscritti agli Albi, che hanno proferito il Giuramento di Ippocrate, di non perdere la dimensione umana nella professione: “Voi siete medici 4.0, però non perdete l’umanità che hanno questi colleghi che oggi festeggiano i 50 anni di professione. La gente si aspetta un rapporto umano e di avere il tempo per essere ascoltato. La professione è questa. L’ascolto è tempo di cura. Un sorriso, una carezza per una persona malata, spesso fanno più di qualunque buona medicina. La professione è umanità, umiltà, servizio. Siate fieri di essere Medici”.
 
Alessandro Nisio, Presidente CAO Bari, li ha invece esortati a “essere ausiliari dello stato. Dovete instaurare un rapporto empatico, di correttezza e deontologia professionale. Affidatevi sempre all’Ordine, che tutela la salute del cittadino e i valori della professione." 
 
Il Premio Buona Medicina, tradizionalmente assegnato in questa occasione dal Consiglio Direttivo dell’Ordine, è stato consegnato a Salvatore Barbuti, già professore ordinario di Igiene e preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari, “in riconoscimento del servizio reso alla collettività dalla Scuola di Igiene e Prevenzione dell’Università degli Studi di Bari nel promuovere la cultura vaccinale quale strumento di tutela e difesa della salute pubblica alla quale ha dedicato la sua vita professionale”. “Dedico questo riconoscimento a tutti gli igienisti della terra di Puglia, che hanno portato la nostra scuola ai vertici nazionali". – ha dichiarato il professor Barbuti, ricevendo il Premio – “La prevenzione non fa teatro ma è la disciplina che salva più persone, soprattutto bambini.”

28 Novembre 2018

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