Devono pervenire alla sede dell’Ordine nazionale dei Biologi entro le ore 18 del 22 giugno. Ad oggi, però, molti biologi non hanno ancora ricevuto le schede per votare e rischiano di perdere il diritto/dovere di voto.
A lanciare l’allarme è Paolo Levoni, candidato in una delle liste presentate per le nuove elezioni dell’Ordine dei Biologi dopo l’annullamento, con sentenza del Tar Lazio depositata il 29 febbraio 2012, delle elezioni ordinistiche precedenti della fine 2010 e, di conseguenza, la caduta degli eletti a quelle elezioni.
“Il Ministro della Giustizia, che vigila sull’Ordine Nazionale Biologi, aveva provveduto nelle more della conclusione dei ricorsi giurisprudenziali in atto, dopo l’annullamento delle elezioni da parte dell’organo di controllo interno, a nominare un Commissario nella persona del professor Lucio Botte, docente universitario di Napoli in pensione. In data 17 gennaio – spiega Levoni ripercorrendo le vicende dell’Ordine dal 2010 ad oggi – il Commissario aveva nominato, come da previsione contenuta nell’art. 20 della Legge 396/67 (Legge istitutiva della professione di Biologo), un Comitato costituto da 5 colleghi. Rappresentativi degli eletti nelle elezioni annullate e dei gruppi che con i loro ricorsi avevano portato all’annullamento delle procedure di voto, con lo scopo di dotarsi di un supporto tecnico. Dopo una caduta del Commissario in una stradina davanti all’Ordine in via Icilio, stesso comunicò le proprie dimissioni (adducendo difficoltà psicofisiche) 2 giorni prima di indire le nuove elezioni. A questo punto – prosegue Levoni -, dopo poco più di venti giorni, è stato nominato il nuovo Commissario nella persona del dottor Giampaolo Leccisi, magistrato in pensione che dopo un breve incontro con i componenti del Comitato tecnico insediati dal precedente Commissario, ha reso esplicito il proprio intendimento di non continuare ad avvalersene. Preso pertanto atto di tale volontà, e della volontà di indire immediatamente le nuove elezioni, ponemmo alla sua attenzione come memori di quanto era successo la volta precedente, si creassero le condizioni per garantire elezioni legittime e trasparenti”.
Ma “così non sta avvenendo”, denuncia il candidato alle prossime elezioni ordinistiche. Ed ecco perché: “L’Ordine Nazionale dei Biologi – spiega Levoni, che è anche presidente onorario dello Snabi – è costituito da 33.140 elettori della Sezione A (Laurea magistrale) e 153 della sezione B (Laurea triennale), oltre ad numero imprecisato di iscritti all’Elenco speciale, non aventi diritto al voto attivo e passivo, è l’unico ordine a non avere una organizzazione territoriale, pertanto in prima convocazione è possibile votare anche per lettera, ma con tempi ristrettissimi. Deliberate le elezioni il 6 giugno, occorre che le schede pervengano alla sede dell’Ordine Nazionale entro le ore 18 del 22 giugno”.
Tuttavia, denuncia il candidato, “le schede richiesta via fax o per via telematica nei giorni 7-8-9 giugno, in molti casi a tutt’oggi non sono ancora pervenute ai votanti che pertanto perderanno il diritto/dovere di esercitare il diritto di voto. La situazione è gravissima, si sta ripetendo quanto già successo la volta precedente, i colleghi non sono messi in condizione di votare, qualcuno dice anche attraverso l’imboscamento alle poste di Fiumicino, delle schede elettorali. Stiamo assistendo ad una replica della situazione del 2010, con brogli e imboscamenti, e ciò è intollerabile”.
A titolo di esempio, Levoni spiega che dei 22 colleghi, strutturati e no, operanti nell’Ospedale di Bergamo, solo il 50 % ha ricevuto le schede richieste ormai 10 giorni fa per le votazioni. “Anche a Roma la situazione in più di un caso è identica”.
“È evidente – prosegue Levoni – che se la situazione è questa e non subisce scossoni importanti, anche i risultati di queste elezioni andranno impugnati”. Ma Levoni è deciso: “Non consentiremo venga calpestato un nostro sacrosanto diritto a votare e a contribuire a uscire da questo pantano mefitico in cui si trova il nostro Ordine. Non consentiremo che venga uccisa per la seconda volta la legittima volontà degli elettori a esprimere il proprio voto”, aggiunge Levoni annunciando di essere pronto a impugnare le elezioni qualora si verificassero situazioni poco trasparenti e di ostacolo al diritto di voto degli aventi diritto.
“Sorprende – osserva il candidato a conclusione della denuncia – come il nuovo Commissario, anche in virtù del ruolo ricoperto durante la vita lavorativa, non si riuscito a comprendere che il suo compito non doveva limitarsi a indire le elezioni, ma a garantire l’esercizio del voto agli aventi diritto, nelle condizioni della massima trasparenza e legittimità”.