Camera: abrogata equipollenza tra docenti educazione fisica e fisioterapisti

Camera: abrogata equipollenza tra docenti educazione fisica e fisioterapisti

Camera: abrogata equipollenza tra docenti educazione fisica e fisioterapisti
Soddisfazione dei professionisti: “Ripristinata la dignità delle professioni e la sicurezza dei servizi sanitari ai cittadini”.

La commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei Deputati ha approvato ieri, in sede legislativa, ha cancellato l’equipollenza del diploma di laurea in scienze motorie al diploma di laurea in fisioterapia. Si stabilisce così una precisa demarcazione tra la formazione di tipo tecnico dell’insegnante di educazione fisica e quella strettamente sanitaria del fisioterapista.

Soddisfazione da parte dei professionisti e dei sindacati. “La norma sull’equipollenza – ha commentato Daniela Volpato segretaria nazionale Cisl Fp – che era stata inserita con un colpo di mano all’interno di un provvedimento omnibus, di fatto rischiava di dare il via ad una pericolosa deregolution. Un vero e proprio attacco frontale al sistema ordinamentale di tutte le 22 professioni sanitarie presenti all’interno del servizio sanitario nazionale, non solo dei fisioterapisti”.

Per questo le associazioni sindacali e professionali insieme alle associazioni degli utenti, dalla FISH (Federazione Italiana per il superamento dell’Handicap) a Cittadinanza Attiva, e il Tribunale dei diritti del malato avevano avviato una protesta per la cancellazione immediata della norma e in difesa della qualità delle prestazioni riabilitative. “Ci sono volute tre legislature, cinque anni di discussioni e numerosi disegni di legge, audizioni, manifestazioni, proteste e raccolte di firme per vedere la Camera dei Deputati abrogare finalmente l’art. 1 septies della legge 27/2006, famigerato per addetti ai lavori e fisioterapisti. Ora il provvedimento passa al Senato dove – conclude Volpato – auspichiamo un percorso meno tormentato e più veloce, in coerenza con il vigente ordinamento delle professioni sanitarie che operano nel servizio sanitario nazionale, sia per combattere un mercato parallelo di abusivismo diffuso e sia per ripristinare un sistema di regole a tutela del sistema salute e dei  cittadini”.
 
L.C.


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