Cardiochirurgia. Sempre più donne scelgono questa specialità

Cardiochirurgia. Sempre più donne scelgono questa specialità

Cardiochirurgia. Sempre più donne scelgono questa specialità
Il presidente della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca, Lorenzo Galletti: “Nonostante la difficoltà ed i sacrifici che impone questa specialità, la parità di genere stia diventando realtà. Credo che sia dovere di tutta la comunità medica adoperarsi per garantire che tutto ciò possa essere facilitato a tutti i livelli”.

“Ho letto con piacere gli articoli che celebrano e ricordano al grande pubblico donne straordinarie che hanno contribuito a scrivere la storia della cardiochirurgia italiana. Senza ombra di dubbio deve essere ricordata la dottoressa Albanese, che a Roma già nel 2001 aveva eseguito il primo trapianto di cuore in Italia su un bimbo di 6 mesi. In qualità di Presidente della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca questa occasione mi è grata per ricordare e congratularmi con tutte le altre straordinarie colleghe che tutti i giorni lavorano in cardiochirurgia. In chirurgia dei trapianti vanno ancora citate la dottoressa Comoglio, che eseguì a Torino nel 2005 il primo trapianto di cuore in paziente adulto, la dottoressa Martin-Suarez, che nel 2006, all’età di 31 anni, eseguì a Bologna un trapianto di cuore in un paziente adulto. E nell’ambito della nostra Società esistono altri grandi esempi, come la dottoressa Torracca, pioniera della chirurgia mininvasiva e robotica”.
 
È quanto dichiara in una nota il presidente della SICCH (Società Italiana di Chirurgia Cardiaca), dott. Lorenzo Galletti.
 
“Questi sono solo alcuni esempi di quanto anche in cardiochirurgia, nonostante la difficoltà ed i sacrifici che impone questa specialità, la parità di genere stia diventando realtà. Credo che sia dovere di tutta la comunità medica adoperarsi per garantire che tutto ciò possa essere facilitato a tutti i livelli, a partire dalla formazione durante la scuola di specialità come successivamente durante lo sviluppo della carriera professionale. Ed è importante sottolineare come in tutte le nostre scuole di specializzazione in cardiochirurgia, il numero di donne iscritte è ormai superiore a quello degli uomini”, aggiunge il presidente SICCH.
 
“Come presidente, a nome di tutto il Consiglio direttivo e della Società che rappresento, voglio ancora una volta ringraziare tutte le colleghe che attraverso le loro capacità e i loro sforzi quotidiani contribuiscono alla salute dei pazienti affetti da malattie cardiache e al progresso della specialità nel nostro paese”, conclude Galletti.

20 Ottobre 2021

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