Cefalea. La fisioterapia riduce il dolore del 70%

Cefalea. La fisioterapia riduce il dolore del 70%

Cefalea. La fisioterapia riduce il dolore del 70%
Dimezzate anche durata e intensità dell’attacco. Si riduce così del 50% l’assunzione di farmaci antidolorifici. Lo dimostra uno studio multicentrico presentato in anteprima al congresso nazionale Aifi-Sifir a Lecce.

La manipolazione del fisioterapista può ridurre fino al 70% i sintomi e il dolore in caso di cefalea, il problema neurologico maggiormente prevalente in Europa con il 47% di popolazione adulta colpita e che non risparmia nemmeno i bambini (colpiti per il 20%).
 
Lo dimostra uno studio multicentrico su oltre 100 pazienti, coordinato dal James Dunning, fisioterapista americano docente all’Università dell’Alabama, presentato in anteprima in occasione del congresso nazionale dei Fisioterapisti Aifi-Sifir che si è chiuso ieri a Lecce.
 
“La fisioterapia rende possibile un importante riduzione del dolore e di tutte le sue possibili conseguenze – spiega James Dunning – come ad esempio la conseguente disabilità, la frequenza, l’intensità e la durata dell’attacco cefalgico. Questa diminuzione dei sintomi comporta implicazioni importanti soprattutto nella riduzione dell’assunzione di farmaci antidolorifici, intorno al 50%. Un risultato molto importante non solo per i risparmi per i sistema sanitari nazionali, ma anche per il paziente dal momento che i farmaci antinfiammatori spesso hanno conseguenze avverse”.
 
“Abbiamo studiato su un campione di oltre 100 persone – ha aggiunto Firas Mourad, specializzato in terapia manuale – come due differenti tecniche fisioterapiche possano ridurre sono solo l’intensità del dolore, ma anche a dimezzare le frequenze delle crisi nell’arco dei tre mesi successivi al trattamento e la loro durata. Questa è un’altra dimostrazione di come una corretta fisioterapia sia utile nell’affiancare, con eccellenti risultati, le problematiche conseguenti al mal di testa da cefalea, una malattia spesso sotto diagnosticata e male trattata. La fisioterapia, inoltre, può essere fondamentale anche in altri ambiti di intervento come patologie che colpiscono molto frequentemente la popolazione, in particolare colpi di frusta, lombalgie ed artrosi cervicale”.
 
“Alcune patologie complesse, come la cefalea e l’artrosi – ha spiegato Davide Albertoni, presidente del Gruppo di terapia manuale dell’Aifi – richiedono una formazione sempre più specialistica del fisioterapista, che assume una importanza fondamentale nell’incrementare l’efficacia dei trattamenti”.
 
“Non a caso l’assenza, in Italia, di un ordine professionale che certifichi la qualità del fisioterapista – conclude il presidente Aifi, Antonio Bortone – richiede per il paziente uno sforzo in più: individuare un fisioterapista vero, laureato in fisioterapia che è una laurea abilitante, e con competenze specialistiche adeguate al suo problema”.

13 Ottobre 2014

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