Certificato di compatibilità alla DDI per alunni positivi. “Norma incomprensibile,  il ministro dell’Istruzione intervenga”. La richiesta di Fimg e Fimp

Certificato di compatibilità alla DDI per alunni positivi. “Norma incomprensibile,  il ministro dell’Istruzione intervenga”. La richiesta di Fimg e Fimp

Certificato di compatibilità alla DDI per alunni positivi. “Norma incomprensibile,  il ministro dell’Istruzione intervenga”. La richiesta di Fimg e Fimp
Sul banco degli imputati la circolare ministeriale secondo la quale gli studenti positivi, possono seguire l’attività scolastica in modalità didattica digitale integrata se accompagnata da certificazione medica che ne attesta le condizioni di salute e la piena compatibilità alla DID. Critico anche il profilo economico per le famiglie. Scotti e D’Avino: “Un pasticcio burocratico”

Una nuova spada di Damocle incombe sull’assistenza sanitaria ai cittadini erogata dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, un pasticcio burocratico che rischia di scaricare sui medici un ulteriore carico di adempimenti a causa di una certificazione incomprensibile nella ratio quanto nella sua attuazione pratica.
 
Il problema è che il ministero dell’Istruzione ha diramato la circolare 410 che, in coda al punto 2, riporta esattamente e letteralmente quanto disposto dal comma 4 dell’articolo 9 del Dl N° 24 del 24 marzo 2022. “Posta in questo modo – spiegano il segretario generale di Fimmg Silvestro Scotti e il presidente nazionale di Fimp Antonio D’Avino – la circolare dispone che gli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e del sistema di istruzione e formazione professionale che sono in isolamento in seguito alla positività al Covid, possono seguire l’attività scolastica nella modalità della didattica digitale integrata. La cosa incomprensibile è che lo stesso comma stabilisce che questo può avvenire ‘su richiesta della famiglia o dello studente, se maggiorenne, accompagnata da specifica certificazione medica attestante le condizioni di salute dell’alunno medesimo e la piena compatibilità delle stesse con la partecipazione alla didattica digitale integrata’”.
 
“I medici, non si capisce su che base – proseguono Scotti e D’Avino – dovrebbero certificare questa piena compatibilità. Peraltro, o esponendosi essi stessi al rischio di un contagio, trattandosi di pazienti positivi al Covid; o certificando senza visitare il paziente, il che è impossibile perché si commetterebbe un falso ideologico. Se ogni medico è pronto ad esporsi al rischio di contagio per visitare un paziente, è impensabile che questo avvenga per adempiere ad un atto burocratico peraltro inutile”.
 
Sotto il profilo deontologico e medico-legale la Fimmg e la Fimp si interrogano sul valore e la possibilità di una certificazione medica che possa attestare, in una sindrome patologica estremamente variabile, soggettiva e suscettibile di improvvise e non prevedibili evoluzioni, la richiesta “compatibilità delle condizioni di salute di questi alunni in isolamento con la partecipazione alla DDI”.
Al medico di famiglia o al pediatra di libera scelta non spetterebbe inoltre l’attestazione della positività all’infezione da Sars-Cov-2 (del resto inutile, visto che si parla di “alunni in isolamento in seguito all’infezione”), quanto alla “compatibilità delle condizioni di salute di questi alunni in isolamento con la partecipazione alla DDI”. Dunque, una misura che non riguarda la Salute Pubblica o il contenimento della diffusione del contagio epidemico (già salvaguardati dalla misura dell’isolamento domiciliare), bensì la compatibilità delle condizioni cliniche dell’alunno in isolamento domiciliare con la partecipazione alla didattica digitale integrata.
 
“Difficile, per usare un eufemismo, comprendere la ratio sulla base della quale il medico dovrebbe certificare questa compatibilità – prosegue Scotti – forse l’unica è quella di giustificare l’assenza dello studente, anche se in realtà lo studente o la famiglia possono tranquillamente non richiedere la partecipazione alle lezioni integrate”.
 
Critico anche il profilo economico per le famiglie, che sarebbero esposte ad una spesa ingente per ottenere una certificazione medica che appare francamente inutile, e che avrebbe come unico effetto quello di sovraccaricare con carte e ulteriore burocrazia i medici chiamati a certificare. Per tutte queste ragioni la Fimmg e la Fimp hanno scritto al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e per conoscenza al ministro della Salute Roberto Speranza, oltre che alla Fnomceo, per chiedere una indispensabile revisione del testo del comma 4 dell’articolo 9 DL 24 marzo 2022. “Dobbiamo evitare che ancora una volta a pagarne le spese siano i medici e i cittadini – conclude Silvestro Scotti – i primi costretti a sacrificare tempo alle visite dei propri assistiti, e i cittadini, costretti ad attese estenuanti e spese del tutto inutili”.
 

06 Aprile 2022

© Riproduzione riservata

Sanità privata e Rsa, negativo l’incontro dei sindacati con Aris e Aiop: “Sciopero nazionale 17 aprile”
Sanità privata e Rsa, negativo l’incontro dei sindacati con Aris e Aiop: “Sciopero nazionale 17 aprile”

Niente di fatto al Ministero della Salute tra Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari), Aiop (Associazione italiana dell’Ospedalità privata) e i Segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp....

Infermieri specialisti. Mangiacavalli (Fnopi): “Sulle prescrizioni nessuna invasione di campo. È il riconoscimento di ciò che già facciamo”
Infermieri specialisti. Mangiacavalli (Fnopi): “Sulle prescrizioni nessuna invasione di campo. È il riconoscimento di ciò che già facciamo”

Le nuove lauree magistrali specialistiche in infermieristica aprono a un rafforzamento formale delle competenze clinico-assistenziali, inclusa – in ambiti definiti – la possibilità di prescrivere presidi e ausili. Un passaggio...

Indagine conoscitiva sui Lea. Leoni (Fnomceo): “Diventi agenda di riforme concrete e condivise tra Stato, Regioni, professionisti, cittadini”
Indagine conoscitiva sui Lea. Leoni (Fnomceo): “Diventi agenda di riforme concrete e condivise tra Stato, Regioni, professionisti, cittadini”

“Un italiano su dieci rinuncia a curarsi. E anche le regioni settentrionali dove tradizionalmente l’accesso alle cure era più garantito, peggiorano. Al nord l’abbandono delle cure è del 9,2%, va...

Lilly celebra la sciatrice Marta Bassino con “Never Stop Supporting” a Milano
Lilly celebra la sciatrice Marta Bassino con “Never Stop Supporting” a Milano

Lilly, Sponsor Olimpico e Paralimpico di Milano Cortina 2026, presenta “Never Stop Supporting”, un progetto speciale dedicato a Marta Bassino, campionessa mondiale di sci alpino. L’iniziativa è stata inaugurata il 3 marzo in Piazza dei...