Chirurgia robotica. I chirurghi Cic bocciano Agenas: “Raccomandazioni senza metodo e visione. L’Italia rischia di restare fuori dalla chirurgia del futuro”

Chirurgia robotica. I chirurghi Cic bocciano Agenas: “Raccomandazioni senza metodo e visione. L’Italia rischia di restare fuori dalla chirurgia del futuro”

Chirurgia robotica. I chirurghi Cic bocciano Agenas: “Raccomandazioni senza metodo e visione. L’Italia rischia di restare fuori dalla chirurgia del futuro”

“Su 22 procedure solo 6 promosse, nonostante lo stesso report riconosca i vantaggi clinici della robotica. Valutare una tecnologia abilitante per l’integrazione con l’intelligenza artificiale guardando solo al costo del singolo intervento è come aver rifiutato ABS e servosterzo nelle automobili perché costavano troppo” dichiara il presidente Chiantera

Il Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC), che riunisce le principali società scientifiche chirurgiche del Paese, boccia le raccomandazioni preliminari Agenas sull’impiego dei sistemi di chirurgia robotica in Chirurgia Generale, Ginecologia e Urologia, adottate dalla Cabina di Regia HTA. Su 22 procedure analizzate soltanto 6 ricevono un giudizio positivo: tutte le altre vengono bocciate o confinate a programmi di ricerca, comprese procedure già consolidate in centinaia di centri italiani.

“Il documento – dichiara il Prof. Vito Chiantera, Presidente del CIC – è metodologicamente fragile, internamente contraddittorio e strategicamente miope. Non dichiara quale standard (GRADE, NICE, EUnetHTA) sia stato applicato, non presenta meta-analisi e riduce la valutazione di tecnologie complesse a tre opzioni di giudizio con decisione a maggioranza. Per ogni area specialistica è previsto un solo clinico esperto e per la Chirurgia Generale non compare nemmeno il nominativo, pur essendo la figura formalmente elencata”.

Il CIC segnala inoltre le numerose contraddizioni interne al report, che riconosce vantaggi clinici della robotica per isterectomia, resezione anteriore del retto, resezioni epatiche e nefro-ureterectomia, salvo poi esprimere raccomandazioni negative. Lo stesso Report HTA AGENAS di giugno 2025, peraltro, ammetteva che “l’impatto economico complessivo dell’adozione della chirurgia robotica risulta contenuto in tutte le procedure indagate”. A ciò si aggiunge la contraddizione istituzionale con la gara CONSIP in corso per l’acquisto di nuove piattaforme robotiche: lo Stato compra una tecnologia e contemporaneamente ne sconsiglia l’uso.

“Ma il problema vero – prosegue Chiantera – è di prospettiva. La robotica ha una curva di apprendimento più breve della laparoscopia avanzata, fatto strategico in un sistema cronicamente carente di chirurghi; offre precisione, ergonomia e standardizzazione; ed è l’infrastruttura abilitante dell’integrazione con intelligenza artificiale, dati intraoperatori e chirurgia parzialmente autonoma. La laparoscopia, al contrario, non può dare più di quanto già produce. Giudicare la robotica sul costo del singolo intervento è come aver rifiutato anni fa ABS e servosterzo perché più cari: senza quegli step non esisterebbero la guida assistita e la sicurezza attiva di oggi”.

Il CIC chiede una revisione sostanziale delle raccomandazioni con il coinvolgimento diretto delle Società Scientifiche e degli opinion leader nazionali, piena trasparenza metodologica, una valutazione

granulare per indicazione clinica e una strategia nazionale per l’innovazione chirurgica che coniughi sostenibilità, equità territoriale e sviluppo tecnologico.

“Il futuro della chirurgia – conclude Chiantera – si costruisce oggi. Mettere un bavaglio alla robotica per un problema di costi aggiuntivi è miope: o accompagniamo questa trasformazione, o la subiremo”.

23 Aprile 2026

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