Concorso farmacie. Balduzzi: “In arrivo bando con regole uniformi per tutte le Regioni” 

Concorso farmacie. Balduzzi: “In arrivo bando con regole uniformi per tutte le Regioni” 

Concorso farmacie. Balduzzi: “In arrivo bando con regole uniformi per tutte le Regioni” 
Il ministro lo ha annunciato nel corso di un’interpellanza alla Camera sull’ultimo bando della Regione Sicilia che escludeva dalla valutazione il titolo di ricercatore universitario. ”Incontrati i rappresentanti regionali. Si è convenuto sull'opportunità che i bandi siano conformi ad un unico modello”. 

Il ministro della Salute Renato Balduzzi è intervenuto oggi alla Camera per rispondere ad un’interpellanza, primo firmatario Enrico La Loggia (Pdl), che chiedeva al Ministro come intendesse agire in merito all’ultimo bando della regione siciliana riferito al “concorso per titoli ed esami per il conferimento di sedi farmaceutiche in provincia di Palermo”. Gli interpellanti hanno segnalato come nel bando, ai fini della valutazione, si fa riferimento per l'attività svolta presso la facoltà di farmacia soltanto alla circostanza che sia stata “prestata come professore universitario associato”. E ciò di fatto escluderebbe ai fini della valutazione il titolo di ricercatore universitario, cosa  che, si legge nell’interpellanza non si verifica in altre Regioni.
 
Nella sua risposta il Ministro Balduzzi ha subito specificato come la “questione non è da oggi che si pone e forse potrebbe andare a soluzione. Come è noto, per conferire sedi farmaceutiche vacanti o di nuova istituzione disponibili per l'esercizio da parte dei privati, il nostro ordinamento prevede un concorso provinciale per titoli ed esami – nella versione del decreto-legge «liberalizzazioni», poi convertito, per il «concorsone» di prossime farmacie, soltanto per titoli -, e vi è poi un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che stabilisce i criteri per la valutazione dei titoli e l'attribuzione dei relativi punteggi”.
 
“Tra i titoli relativi all'esercizio professionale – ha spiegato Balduzzi –  vi sono anche quelli, come ha ricordato l'interpellante, relativi all'attività di professore ordinario di ruolo nelle facoltà di farmacia e di professore associato nella medesima. Fra i titoli di studio e di carriera sono previste, altresì, le specializzazioni universitarie o il conseguimento di borse di studio e di ricerca relative alla facoltà di farmacia o chimica e tecnologie farmaceutiche”.
 
“Premesso ciò – ha aggiunto il Ministro – , con riferimento al caso specifico che l'interpellante evoca, l'assessorato regionale alla salute della regione Sicilia ha comunicato che i bandi di concorso sono stati emanati in conformità al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1994 e che le commissioni si sono attenute a quanto indicato nello stesso decreto sia per quanto riguarda la previsione dei titoli sia per quanto riguarda i criteri per la loro valutazione. In relazione allo specifico quesito vorrei però precisare che, a seguito di incontri tecnici organizzati dal Ministero della salute con i rappresentanti regionali, si è convenuto sull'opportunità che, per evitare una difformità di situazioni di fatto e di diritto nei diversi ambiti territoriali, i bandi regionali di indizione del concorso straordinario, previsto dal già richiamato decreto-legge sulle liberalizzazioni, siano conformi a un modello messo a punto in sede di coordinamento delle regioni, nel rispetto, naturalmente, della normativa in vigore”.
“A oggi – ha concluso Balduzzi – risulta che l'attività avviata a seguito di questi incontri a livello regionale sia prossima alla fase conclusiva”.
 
La Loggia si è detto soddisfatto della risposta del Ministro, ma ha sottolineato che “nonostante quanto riferito dalla regione siciliana, e in particolare dall'assessorato alla sanità della regione siciliana, nell'ultimo concorso, che è quello del 2000 (data dell'ultimo bando), non si è tenuto conto invece, contrariamente a quanto affermato dalla regione stessa, del titolo di ricercatore universitario, anziché di borsista o contrattista”. In ogni caso La Loggia ha segnalato al Ministro come “la legge n. 131 del 2003, altrimenti intesa «legge La Loggia», che era una legge di attuazione della riforma del Titolo V della seconda parte della Costituzione, all'articolo 8, comma 6, prevede la cosiddetta intesa forte, che è un po' un modo per descrivere una lunga riunione che si può fare in determinate circostanze tra i rappresentanti del Governo dello Stato e i rappresentanti dei governi delle regioni sino a quando non si raggiunge un'intesa che valga per tutti”.

“Voglio augurarmi – ha concluso La Loggia –  e voglio sperare che possa essere utilizzata anche questa procedura, al di là del tavolo tecnico al quale lei ha fatto riferimento che di già è un'eccellente iniziativa, proprio per rendere più cogente la soluzione sulla individuazione di un modello unico di bando, che ovviamente auspichiamo contenga questi titoli. Infatti, sarebbe ben strano che un concorso che si svolge solo per titoli escluda dalla valutazione degli stessi quello di ricercatore universitario, anziché di contrattista o di borsista che specificamente hanno dato la possibilità a chi concorre di poter dimostrare la sua qualità professionale specifica proprio nel settore delle farmacie. Quindi voglio sperare che il Governo – e in questo caso il Ministro, che vedo così giustamente attento e che sente la responsabilità, così come ha dimostrato già con la sua risposta, di affrontare e portare ad una soluzione unitaria – non lasci adito a nessuna possibilità di ricorso. Infatti, al contrario, mi permetto di sottolineare che non è difficile, anzi è facilissimo, prevedere una infinità di ricorsi, trattandosi di una palese disparità di trattamento tra una regione e l'altra”.

17 Maggio 2012

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