Congresso ginecologi. È allarme per le mamme “suicide”: sono il 9% di tutte le morti materne

Congresso ginecologi. È allarme per le mamme “suicide”: sono il 9% di tutte le morti materne

Congresso ginecologi. È allarme per le mamme “suicide”: sono il 9% di tutte le morti materne
Secondo i dati resi noti durante il Congresso in corso a Roma, il suicidio è al secondo posto tra le cause tardive di mortalità, ovvero entro un anno dall’esito della gravidanza. Si registrano oltre 2 casi ogni 100.000 nati vivi, con un’incidenza maggiore nel Nord-Est (4,5 casi ogni 100.000 nati vivi), rispetto al Nord-Ovest (1,8 casi), al Centro (2,3 casi) e al Sud e Isole (1,9 casi). Differenze significative si osservano anche in base all’età: una maggiore percentuale di suicidi dopo il parto si riscontra infatti tra le donne over 40.

Prendersi cura della salute della donna significa mettere al centro anche il suo benessere psicofisico e sociale, avendo come punto di riferimento le evidenze cliniche e le linee guida nazionali e internazionali, ma anche alla luce dei cambiamenti della società: il progressivo innalzamento dell’età in cui si desidera una gravidanza, l’aumento dei comportamenti a rischio tra le giovani generazioni, la deresponsabilizzazione rispetto alla pratica contraccettiva, la violenza di genere e le sue ricadute sulla salute femminile.
 
È questo il messaggio che viene dal Congresso Nazionale di Ginecologia e Ostetricia, in corso a Roma, organizzato dalle principali società scientifiche di esperti in materia: Sigo (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), Aogoi (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) e Agui (Associazione Ginecologi Universitari Italiani), quest’anno dedicato a “Donna, salute e benessere: medicina dell’evidenza e sfide future”.
 
Uno dei principali fenomeni che interessa la salute della donna, con ricadute sulla società nel suo complesso, è senz’altro il numero crescente di primipare ultraquarantenni: oggi, infatti, il 10% di tutte le gravidanze si registra tra le over-40, un dato riconducibile alla tendenza a ritardare il concepimento per ragioni economiche o professionali, ma anche ad una maggiore possibilità di ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Tuttavia, dal punto di vista clinico, la maternità in età avanzata si associa ad un maggior rischio per la donna di sviluppare patologie in gravidanza come diabete, ipertensione arteriosa, gestosi, ma anche ad una più alta probabilità di parti pretermine e basso peso alla nascita, e a una maggiore incidenza di morte materna e perinatale. Si tratta di eventi che hanno ripercussioni non soltanto sulla salute della donna e del bambino, ma anche sul percorso di presa in carico e assistenza delle future mamme da parte dei professionisti sanitari.
 
“All’aumento del desiderio di avere un figlio dopo i quarant’anni, fa eco un incremento del ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) da parte delle donne più giovani, in particolare nella fascia d’età 18-25 anni – sottolinea Valera Dubini, Direttore Unità Funzionale Complessa Attività Territoriali, Azienda Sanitaria di Firenze e co-presidente del Congresso -. Dai dati raccolti dalla regione Toscana, riferiti all’anno 2017, emerge che le donne under-25 che scelgono di interrompere la gravidanza rappresentano un quarto di tutti i casi. Questo ci deve far riflettere sulla necessità di lavorare di più e in maniera sinergica – professionisti, istituzioni sanitarie e scolastiche, media – per la promozione di una maggiore cultura all’autoprotezione della salute sessuale e generale, che passa anche dall’educazione alla corretta contraccezione, alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse e alla tutela della salute riproduttiva, soprattutto all’interno del percorso scolastico”.

Un fenomeno, spesso sottovalutato, è l’aumento, dopo i 35 anni, del rapporto di mortalità materna. Il Sistema di Sorveglianza della mortalità materna coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, stima 9 casi di morte materna ogni 100.000 mila nati vivi entro 42 giorni dall’esito della gravidanza, in linea con altri Paesi europei come il Regno Unito e la Francia.
 
Ciò che colpisce, secondo i dati resi noti durante il Congresso, è che al secondo posto tra le cause tardive di mortalità, ovvero entro un anno dall’esito della gravidanza, si colloca il suicidio che è responsabile del 9% di tutte le morti materne. Si registrano oltre 2 casi ogni 100.000 nati vivi, con un’incidenza maggiore nel Nord-Est (4,5 casi ogni 100.000 nati vivi), rispetto al Nord-Ovest (1,8 casi), al Centro (2,3 casi) e al Sud e Isole (1,9 casi). Differenze significative si osservano anche in base all’età: una maggiore percentuale di suicidi dopo il parto si riscontra tra le donne over 40, fenomeno che si associa forse ad un maggior stress emotivo nell’affrontare la maternità, e dopo IVG tra le donne più giovani.

“La salute femminile rappresenta uno degli elementi cardine del buon funzionamento di una società. Come ‘medici delle donne’ abbiamo in questo una grande responsabilità: le accompagniamo infatti nei vari passaggi della vita, assistendo ai cambiamenti che l’età comporta, sia in termini di salute riproduttiva, sia in termini di benessere complessivo – dichiara Pier Luigi Benedetti Panici, Direttore della scuola di specializzazione di Ginecologia ed Ostetricia del Policlinico Umberto I di Roma, e co-presidente del Congresso -. Noi ginecologi siamo consapevoli dell’importanza di promuovere comportamenti responsabili in materia di prevenzione contraccezione e sessualità, perché la tutela della salute riproduttiva non è solo una scelta individuale ma costituisce un valore per l’intera società”.

“Da questo congresso è emerso come stia cambiando il modo di fare medicina, sempre più basato sul dialogo e lo scambio di informazioni tra il ginecologo e la donna. Ciò consente ai medici di comprendere appieno non soltanto gli aspetti clinici ma anche quelli psicologici e sociali, e quindi di personalizzare le terapie sulla base delle specifiche esigenze delle pazienti – afferma Maria Giovanna Salerno, Primario del Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’A.O. San Camillo Forlanini di Roma e co-presidente del Congresso -. Va inoltre ricordato che il nostro intervento non si limita alle condizioni di malattia, ma abbiamo anche la funzione di informare le donne alla prevenzione e all’adozione di corretti stili di vita contro l’insorgenza di numerose malattie, consapevoli che dall’educazione e dalla sensibilizzazione delle donne passa il benessere della famiglia e dell’intera collettività”.

30 Ottobre 2018

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