Congresso SUMAI. Cartabellotta: “Finita la pandemia la sanità sarà finanziata come prima, quindi poco”

Congresso SUMAI. Cartabellotta: “Finita la pandemia la sanità sarà finanziata come prima, quindi poco”

Congresso SUMAI. Cartabellotta: “Finita la pandemia la sanità sarà finanziata come prima, quindi poco”
“Senza coraggiose riforme di sistema, le risorse della Missione Salute del PNRR rischiano di finanziare solo un costoso lifting del SSN” lo ha dichiarato oggi il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta intervenendo oggi pomeriggio al 53° congresso Nazionale SUMAI Assoprof in corso di svolgimento a Roma.

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, intervenuto nel pomeriggio al 53° Congresso Nazionale del SUMAI Assoprof, ha illustrato le criticità presenti nel Piano e in estrema sintesi, seppur riconoscendo l’importanza degli investimenti, ha concluso che “finita la pandemia la sanità sarà finanziata come prima, quindi poco”.
 
Cartabellotta si è chiesto “qual è l’obiettivo della Missione Salute PNRR: Ottenere i finanziamenti dall’Europa? Mettere costose "toppe" ad un SSN profondamente indebolito?
 
Rilanciare il nostro SSN, massimizzando il ritorno in termini di salute dalle risorse investite? Secondo Cartabellotta, infatti, il Pnrr “Manca di una visione di sistema sulla governance del SSN, non prevede coraggiose riforme strutturali, investe troppe risorse da finanziare con la spesa corrente, non tiene conto dell’impatto sulla spesa corrente delle innovazioni organizzative e tecnologiche programmate, descrive i risultati in termini di output e non di outcome, non richiama la necessità di generare valore per il SSN, non stima il ritorno degli investimenti”.
 
“Le risorse destinate al Pnrr – ha ribadito – vanno nella direzione giusta dal punto di vista della finalizzazione. Perché di fatto sono divise a metà tra una riorganizzazione del territorio e un potenziamento delle strutture tecnologiche degli ospedali. È evidente che in assenza di riforme coraggiose rischiamo di mettere le toppe ad un Ssn profondamente indebolito negli anni che vanno dal 2010 al 2019 dove abbiamo perso circa 37 miliardi di finanziamento pubblico che si sono abbattuti prevalentemente sul personale. La riorgnizzazione dele cure primarie in assenza di un parallelo investimento sul personale rischia di creare delle scatole vuote. Motivo per cui accanto agli investimenti che permetteranno la riorganizzazione è necessario implementare il fabbisogno sanitario nazionale per soddisfare le esigenze quantitative e contrattuali del personale sanitario”.
 
“Il Pnrr – chierisce Cartabellotta in riferimento al personale – non aveva l’obiettivo di finanziare la spesa del personale ma è evidente che se io prevedo un investimento in tecnologia, in organizzazione, in nuove infrastrutture, devo far sì che la spesa corrente della sanità, quindi il finanziamento pubblico aumenti in maniera parallela”.
 
Infine un passaggio sul confronto con le regioni sul Pnrr che per il presidente Gimbe “non sarà semplice poiché non è chiaro se le risorse saranno ripartite con il meccanismo della quota capitaria o con l’obiettivo di riequilibrare le differenze nord-sud. Questa è evidentemente una questione politica, le regioni del nord non si accontenteranno di avere meno risorse ribadendo che loro le hanno speso meglio negli anni passati rispetto a quelle meridionali”.

14 Ottobre 2021

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