“Se confermate le voci di uno stanziamento intorno ai 900 milioni di euro, per il triennio 2016-2018, per il rinnovo dei contratti ai circa 3 milioni dipendenti del pubblico impiego, sarebbe un atto grave ed irresponsabile del Governo che non riconosce nulla dopo sette anni di blocco e dopo una sentenza della Corte Costituzionale”.
Così Giuseppe Carbone, Segretario Generale della FIALS sulle indiscrezioni che emergonoin questi giorni dalla stampa.
“Non sarebbe più credibile – afferma Carbone – lo stesso Presidente del Consiglio Renzi che aveva riconosciuto simbolico il finanziamento dei 300 milioni di euro per i rinnovi contrattuali. Le nuove risorse pari a circa 600 milioni di euro, da aggiungere ai 300 già stanziati, denuncia Carbone, sono a dir poco una elemosina, se non un vero e proprio affronto e noi siamo stanchi di vedere calpestata ancora una volta la dignità degli operatori che rappresentiamo”.
“Ci viene il sospetto – afferma Carbone – che il Presidente del Consiglio abbia pensato di dirottare le risorse economiche necessarie al rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici alla costruzione del fantasioso “Ponte sullo stretto” pur di vincere la campagna referendaria del “SI’” a tutti i costi per il referendum costituzionale”.
“Renzi, la Madia e la Lorenzin sanno bene come gli operatori della sanità hanno già pagato un alto prezzo al risanamento dei conti pubblici in termini di potere di acquisto delle loro retribuzioni – prosegue il segretario della Fials – non solo con il blocco dei rinnovi contrattuali e delle assunzioni ma anche con i ripetuti tagli allo stanziamento delle risorse per la sanità”.
“Ci troviamo di fronte – accusa Carbone – ad un Governo privo ormai di credibilità, se si pensa che agli annunci di oltre 6 mila nuove assunzioni non sono seguiti i fatti necessari ad adeguare gli organici di personale nella sanità al rispetto delle norme sull’orario di lavoro e per dare attuazione concreta a quanto rinveniente dal DM 70/2015 sui Piani di riordino ospedalieri regionali”.
“Eppure, segnala Carbone, le stesse norme sulle assunzioni in sanità sono state imposte dal Governo nella legge di stabilità per l’anno 2016 anche per accelerare la stabilizzazione dei precari e per dare giuste risposte a chi da oltre 3 anni svolge la propria attività nei servizi sanitari regionali privo di tutele normative ed economiche”.
“Non accetteremo mai – prosegue il leader sindacale – rinnovi contrattuali economici con cifre irrisorie, fortemente inferiori alla perdita reale del potere di acquisto delle retribuzioni ammontante a circa 120 euro medi mensili. Senza risorse adeguate, non esistono per la FIALS le condizioni per un rinnovo contrattuale”.
“Riteniamo, anche, che la legge di stabilità per l’anno 2017 debba contenere norme che diano certezza sul finanziamento dei fondi contrattuali di secondo livello necessari per la contrattazione integrativa aziendale. Il punto di partenza di tali fondi – secondo Carbone – devono necessariamente essere le risorse economiche quantificate nel 2010 e non certo quelle del 2015 considerate le forti decurtazioni avvenute per l’effetto delle precedenti leggi di stabilità”.
“Le motivazioni sono diverse, servono risorse fresche per premiare la produttività, per remunerare adeguatamente il disagio lavorativo e per consentire le progressioni di carriera professionale. Occorre ancora – sottolinea la nota sindacale – la salvaguardia della RIA del 2016, la previsione per gli operatori della sanità di un adeguato welfare aziendale come anche necessaria è la defiscalizzazione della retribuzione di produttività come avviene attualmente per il settore privato”.
“Ma attendiamo, anche, dalle norme della legge di stabilità, una diversa articolazione delle relazioni sindacali con il ritorno alla contrattazione integrativa aziendale su alcune materie, oggi illegittimamente espropriate alla contrattazione per incursione legislativa”.
“Se il Governo Renzi non cambia subito registro e confermasse solo 900 milioni per il rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici, dichiareremo, immediatamentelo stato di agitazionedel personale del servizio sanitario nazionale chiamando alla mobilitazione tutti i nostri iscritti e proponendo la condivisione della nostra iniziativa alle altre organizzazioni della sanità e del pubblico impiego”.
“Ed in ultimo – conclude Carbone- in assenza di segnali concreti nella legge di stabilità alle nostre attese, con forte determinazione la FIALS sarà costretta, non senza dispiacere, ad invitare i propri iscritti ad astenersi dalla partecipazione al prossimo referendum confermativo sulle modifiche della costituzione italiana, rinunciando al diritto di voto, a prescindere da qualunque orientamento maturato da ogni singolo iscritto al fine di dare un tangibile segnale di disapprovazione nei confronti del Governo”.