Covid. Anmirs: “Legge Bilancio ‘premia’ i medici ma dimentica gli Ospedali Religiosi Classificati”

Covid. Anmirs: “Legge Bilancio ‘premia’ i medici ma dimentica gli Ospedali Religiosi Classificati”

Covid. Anmirs: “Legge Bilancio ‘premia’ i medici ma dimentica gli Ospedali Religiosi Classificati”
L’Associazione: “La Legge di Bilancio recentemente approvata prevede l’incremento del 27% dell’indennità di esclusività a favore dei Dirigenti Medici dipendenti Pubblici. Tra gli aventi diritto risulterebbero anche quelli degli Ospedali Religiosi Classificati, eppure per loro non c’è neanche il rinnovo del contratto collettivo, atteso da ben 10 anni”.

“Quello del personale medico-sanitario è un sacrificio degno di gratitudine e riconoscenza che, a completamento del recente rinnovo del Contratto Collettivo per la Dirigenza Medica per la Sanità Pubblica, la legge finanziaria approvata lo scorso dicembre ha voluto riconoscere prevedendo l’incremento del 27% dell’indennità di esclusività a favore dei Dirigenti Medici dipendenti Pubblici (art. 1, comma 407 – Legge 30 dicembre 2020, n.178). Anche i Dirigenti Medici dipendenti degli Ospedali Religiosi Classificati appartengono a pieno titolo e diritto a tali Dirigenti presso le strutture del Servizio sanitario nazionale valorizzati dalla norma, eppure “sono in molti, tra loro, a sentirsi ingiustamente messi in ultima posizione e poco considerati dalle Istituzioni, situazione ancora più accentuata proprio a seguito delle legge di bilancio recentemente approvata”.


 


A parlare è il Segretario Nazionale del Sindacato dei Dirigenti Medici dipendenti degli Ospedali Religiosi Classificati Dott. Donato Menichella e l’occasione è la lettera aperta inviata questa mattina al Ministro della Salute On. Roberto Speranza.
 
 
“E’ molto grave, infatti, che di tutto il personale sanitaro italiano, pubblico o privato, i Dirigenti Medici degli Ospedali Religiosi Classificati siano gli unici ai quali non sia stato ancora rinnovato, da oltre 10 anni, il Contratto Collettivo – continua Menichella – e sono anche gli unici che non hanno ricevuto dallo Stato un finanziamento per il rinnovo del Contratto”.
 
“Da tempo si succedono incontri per trovare un’intesa su tale rinnovo direttamente con l’associazione datoriale degli Ospedali Religiosi, l’ARIS. Tuttavia, nonostante quest’ultima contiui a manifestare la volontà di addivenire ad una intesa che consenta la perfetta equiparazione del trattamento economico dei Dirigenti Medici degli Ospedali Religiosi a quello dei loro colleghi degli Ospedali Pubblici – prosegue Manichella nella lettea aperta al Ministro – L’ARIS ha più volte sottolineato che senza un finanziamento, totale o parziale, da parte dello Stato e delle Regioni per gli oneri finanziari connessi con detto rinnovo, anche a causa delle difficoltà economiche in cui versano gli Ospedali Religiosi, il raggiungimento di una intesa diventa molto difficile”.
 
“Per lunghissimo tempo, a fianco alla perfetta equiparazione giuridica tra Medici Pubblici e Medici degli Ospedali Religiosi, c’è sempre stata una sostanziale equivalenza tra loro anche nel trattamento economico complessivamente ricevuto mentre oggi, purtroppo, di mese in mese, vediamo ampliarsi la forbice tra i due gruppi in termini economici” continua il Segretario Nazionale del Sindacato, ricordando come nonostante tale evidente criticità, i Dirigenti Medici degli Ospedali Religiosi non abbiano smesso un attimo, soprattutto con l’avvento della pandemia, di fare il proprio dovere e ad assistere i pazienti, covid e non covid. Tutti mettendo a repentaglio la loro stessa vita a causa del virus; alcuni rimanendone anche fatalmente vittima.
 
 
Il Sindacato è ovviamente consapevole del difficilissimo momento politico e dei grandi cambiamenti in corso proprio in queste ore in sede di Governo. Tuttavia, “la questione è da troppo tempo sospesa e riteniamo ormai necessario quanto urgente e inevitabile un intevento da parte delle istituzioni affinché il finanziamento dell’incremento dell’esclusività previsto dalla legge di bilancio si estenda ai medici della nostra ospedalità, in osservanza al principio dell’equiparazione di diritti e doveri sancito più volte dalle leggi che regolano il Servizio Nazionale Sanitario” conclude Menichella.

27 Gennaio 2021

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