Covid. Dirigenti sanitari del Ministero a Speranza: “Chiediamo riconoscimento economico e professionale”

Covid. Dirigenti sanitari del Ministero a Speranza: “Chiediamo riconoscimento economico e professionale”

Covid. Dirigenti sanitari del Ministero a Speranza: “Chiediamo riconoscimento economico e professionale”
In una lettera inviata al Ministro si chiede un incontro urgente: “Non pensi l’Amministrazione che come al solito “si fanno le nozze con i fichi secchi” e che tale personale si possa remunerare con lo scarso Fondo della dirigenza, corrispondendo, a posteriori e non riconoscendo il pregresso, le quote di reperibilità e straordinari”. LA LETTERA

"In tutto il periodo di emergenza il personale tutto degli Uffici periferici del Ministero della salute, baluardo per la Profilassi Internazionale, ha operato in condizioni estreme sia in termini temporali (h24/24) sia in termini di contenuto (controlli sui passeggeri e controlli sulle navi passeggeri trasformate in lazzaretti, per dirne solo alcune). Non riconoscere a tali dirigenti quanto è riconosciuto ai dirigenti di altri Enti coinvolti nelle emergenze, sia in termini di riconoscimento professionale sia in quelli di riconoscimento economico, equivale a perpetrare le discriminazioni vigenti ancora oggi, anche successivamente all'emanazione della legge 3/2018, nei confronti della dirigenza sanitaria tutta operante nel Ministero della salute. In un Ministero della salute che si pone come elemento centrale di un SSN forte e rinnovato”. È quanto si legge in una lettera indirizzata al Ministro della Salute, Roberto Speranza da Giorgio Cavallero Segretario Generale COSMeDe il Direttivo AASSOMED SIVEMP
 
“Non pensi – si legge nella missiva i l’Amministrazione che come al solito “si fanno le nozze con i fichi secchi” e che tale personale si possa remunerare con lo scarso Fondo della dirigenza, corrispondendo, a posteriori e non riconoscendo il pregresso, le quote di reperibilità e straordinari. Il Fondo non è in alcun modo sufficiente a contenere quanto si descrive. Per il personale in questione vanno immediatamente rilevate e corrette le difficoltà operative, vanno individuati fondi dedicati – anche ricorrendo alle risorse derivanti dalle tariffe per le attività prodotte, di cui peraltro solo il personale sanitario non ha mai beneficiato – ovvero individuando, nelle risorse stanziate per le emergenze, il “quantum” da corrispondere, così come si è fatto – e giustamente – per il servizio 1500 e per gli Uffici di Fiumicino e Malpensa”.
 
“Chiediamo – prosegue Cavallero -, pertanto, un incontro, al fine di rappresentare de visu e approfonditamente gli elementi necessari per la qualificazione della dirigenza sanitaria di un Ministero che si va a porre come elemento centrale di un SSN forte e rinnovato, con la consapevolezza del ruolo strategico e quanto mai essenziale sul confine che è unico (legge costituzionale n. 3 del 2001):
– necessità di sostegno dai vertici per operatività con responsabilità diretta esercitata in piena integrazione con i colleghi del territorio all’interno di piani di risposta locale;
– riconoscimento professionale ed economico di quanto svolto in tutto il periodo di emergenza;
– necessità del riconoscimento di parità di trattamento nell’applicazione degli istituti contrattuali previsti per i professionisti del SSN, che la legge 3/2018 estende ai dirigenti sanitari del Ministero e dell’AIFA, (prima fra tutte l’indennità di esclusività di rapporto che i dirigenti del Ministero sono obbligati ad osservare)”.

22 Settembre 2020

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