Covid. Sul personale infermieristico servono decisioni urgenti e coraggiose

Covid. Sul personale infermieristico servono decisioni urgenti e coraggiose

Covid. Sul personale infermieristico servono decisioni urgenti e coraggiose
E’ il momento (e l’occasione) di mettere tutti gli stake-holder interessati intorno al tavolo (Ministero, Regioni, Aziende, OO.SS., Società Scientifiche, Ordini Professionali, etc.) per un vero ripensamento del sistema, per un servizio migliore alla popolazione e per lo sviluppo e la valorizzazione dell’Infermieristica, degli Infermieri ed Infermieri Pediatrici

Gentile Direttore,
in qualità di Segretario ANDPROSAN (Associazione Sindacale rappresentante la Dirigenza delle Professioni Sanitarie – associata COSMED) e di Presidente SIDMI (Società Italiana per la Direzione e il Management delle Professioni Infermieristiche), preso atto del documento della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, pur nell’apprezzamento dei contenuti espressi, finalizzati a garantire i servizi alla popolazione nel corso dell’epidemia COVID-19, riteniamo opportuno evidenziare alcune importanti criticità e presentare proposte di intervento per il superamento delle stesse.
 
Le criticità maggiori riguardano i medici specialisti e gli infermieri, difficilmente reperibili nel mercato del lavoro, con il forte rischio di “cannibalismo” tra aziende delle singole regioni e tra le strutture pubbliche e private.
 
Concentrando l’attenzione al personale infermieristico, ad oggi le azioni poste in essere da molte Aziende, per garantire la presa in carico del pazienti affetti da COVID-19, consistono nella riduzione di posti letto in discipline internistiche e chirurgiche (e/o accorpamento di strutture) per consentire il recupero di infermieri da utilizzare per consentire il funzionamento delle aree intensive e semintensive dedicate ai pazienti COVID-19, con conseguente riduzione di strutture e servizi per la popolazione affetta da altre problematiche, in molti casi di alta complessità, pertanto a forte rischio di complicazioni, fino alla morte.
 
Alcuni dati aiutano a comprendere meglio il fenomeno:
• il numero di infermieri usciti ed assunti nel SSN negli ultimi 5 aa è assolutamente sovrapponibile;
• il numero dei neo-laureati riesce (forse … ad invarianza del trend delle “uscite”) a compensare il turnover;
• gli infermieri necessari per consentire l’implementazione dei posti letto di terapia intensiva, per la riqualificazione dei posti letto di semintensiva e per il potenziamento dell’assistenza domiciliare e per la strutturazione dell’infermiere di comunità e famiglia, ad invarianza di servizi e strutture riguardanti altre discipline, ammonta ad oltre 23.000 infermieri;
• i numeri citati non tengono conto né delle criticità preesistenti, né delle situazioni pesantemente deficitarie delle strutture residenziali e sociali.
 
I richiami del documento della Conferenza delle Regioni e delle province Autonome a diverse forme di incentivazione, dalle indennità di malattie infettive (ferme da 25 anni!), alla possibilità di ricorrere all’utilizzo di prestazioni aggiuntive, fino alla possibilità di richiamare professionisti in quiescenza, sono proposte apprezzabili ma non risolutive di un problema, molto più complesso di come viene presentato.
 
Pertanto servono decisioni urgenti e coraggiose, a livello nazionale e a livello regionale/aziendale, dall’analisi dei dati relativi alla distribuzione delle discipline in ogni singola regione (DM 70/2015) alle azioni finalizzate all’utilizzo più corretto e razionale possibile delle risorse assistenziali, al ripensamento degli staffing, alla definizione di criteri e standard (nazionali) per la determinazione delle dotazioni organiche delle strutture ospedaliere, dei servizi territoriali e delle residenze sanitarie e sociali.
 
E’ anche l’occasione per dare senso e significato allo sviluppo e alla valorizzazione degli infermieri e dell’infermieristica, in linea con le raccomandazioni riportate nel Patto per la Salute 2019-2021, di recente approvazione governativa.
 
E’ il momento (e l’occasione) di mettere tutti gli stake-holder interessati intorno al tavolo (Ministero, Regioni, Aziende, OO.SS., Società Scientifiche, Ordini Professionali, etc.) per un vero ripensamento del sistema, per un servizio migliore alla popolazione e per lo sviluppo e la valorizzazione dell’Infermieristica, degli Infermieri ed Infermieri Pediatrici.
 
Le proposte presentate da ANDPROSAN e SIDMI, trasmesse anche al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, al Ministro e al Viceministro della Salute e alla Presidente FNOPI, hanno l’obiettivo di dare concretezza, nei tempi più rapidi possibili, ai contenuti espressi dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
 
Dott. Marcello Bozzi
Segretario ANDPROSAN (associata COSMED)
 
Dott. Bruno Cavaliere
Presidente SIDMI

M.Bozzi e B.Cavaliere

24 Novembre 2020

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