Cozza (Cgil): “Pensionamento a 70 anni è un pugno allo stomaco per precari e medici senza incarichi apicali”

Cozza (Cgil): “Pensionamento a 70 anni è un pugno allo stomaco per precari e medici senza incarichi apicali”

Cozza (Cgil): “Pensionamento a 70 anni è un pugno allo stomaco per precari e medici senza incarichi apicali”
Così il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Massimo Cozza, commenta l’art. 22 del ddl n. 1167-B/bis, il cosiddetto “Collegato lavoro pubblico e privato” (qui il testo integrale), che da domani sarà all’esame del Senato.

“Un pugno allo stomaco per migliaia di precari che vedranno allontanarsi la stabilizzazione del rapporto di lavoro” e “ una porta chiusa in faccia a decine di migliaia di medici con incarichi professionali che vedono maggiormente preclusa la possibilità di carriera”. Questo, secondo il segretario nazionale della Fp Cgil, Massimo Cozza, è il risultato dell’art. 22 del ddl “Collegato lavoro” da domani all’esame del Senato (il allegato, a fondo pagina, il testo integrale), che contiene anche “l’iniqua norma” sul pensionamento a 70 anni per i medici.
Il ddl prevede la possibilità per i medici pubblici di andare in pensione, su propria istanza, con 40 anni di contributi effettivi, ma senza oltrepassare i 70 anni di età. “E poiché quasi tutti i medici sono assunti dopo i 30 anni – osserva Cozza -, questa legge di fatto introduce il pensionamento a 70 anni. Appare ovvio che sceglieranno i 70 anni i medici con incarichi apicali, penalizzando chi, anche a 55/65 anni continua a svolgere turni di guardia, notturni e festivi”. Senza considerare che “migliaia di precari vedranno allontanarsi la stabilizzazione del rapporto di lavoro, specificando la norma che la permanenza in servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti”.
Non solo. Il segretario della Fp Cgil Medici osserva come "non risulta neanche eliminata la rottamazione arbitraria da parte dell'azienda nei confronti dei medici con 40 anni di contributi compresi i riscatti. La possibilità del biennio dopo i 65 anni viene soppressa.
Si tratta, secondo Cozza, di un paradosso: 10 anni di differenza tra chi può essere prepensionamento obbligatoriamente dall'azienda anche a 60 anni di età, come voluto da Brunetta, e tra chi potrà scegliere di rimanere in servizio fino a 70 anni, opera di Sacconi.
Contro questa norma e il provvedimento, la Fp Cgil protesterà domani, insieme alla Cgil, con un presidio organizzato alle 15 davanti alla sede del Senato.
 

20 Settembre 2010

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