Cure primarie. Confindustria Lazio: “Acceleriamo riforma Balduzzi usando poliambulatori privati”

Cure primarie. Confindustria Lazio: “Acceleriamo riforma Balduzzi usando poliambulatori privati”

Cure primarie. Confindustria Lazio: “Acceleriamo riforma Balduzzi usando poliambulatori privati”
Confindustria Lazio condivide il criterio di riorganizzazione delle cure primarie previsto dal decreto Balduzzi, ma ritiene che per realizzare la riforma in tempi brevi e senza aggravio di costi “occorra servirsi dei poliambulatori privati accreditati già esistenti”.

Il pacchetto di misure contenute nel decreto punta infatti “al riordino dell’assistenza territoriale e del sistema delle cure primarie” con la creazione di nuove forme aggregative di professionisti del Servizio Sanitario Nazionale, dotate della strumentazione di base ed aperte al pubblico per tutto l’arco della giornata.

“Condividiamo – si legge in una nota – appieno l’obiettivo di favorire un percorso di deospedalizzazione e di rafforzamento dell’assistenza territoriale, ma dobbiamo osservare che con questa impostazione la riforma non solo non ridurrà, ma verosimilmente aumenterà le spese, in primis per creare le strutture polifunzionali”.

“In ciò – prosegue – “trascurando” il ruolo che i poliambulatori privati accreditati possono svolgere nel rendere la riforma concretamente realizzabile.Esiste infatti una rete di poliambulatori privati che opera da più di 30 anni in nome e per conto del Servizio Sanitario Nazionale, offrendo servizi altamente qualificati, a basso costo, e con una capillare distribuzione su tutto il territorio nazionale”.

“E’ difficile – specifica l’associazione – comprendere la logica che porta alla creazione di nuove realtà, invece di utilizzare una rete di poliambulatori già esistente che assolverebbe a tutte le garanzie di salvaguardia della salute del cittadino, nonché alle esigenze di prestazioni diagnostiche da parte dei medici di famiglia, senza alcun onere per la finanza regionale”.

“Confindustria Lazio – conclude il comunicatio – ritiene quindi che una riforma che voglia realmente incidere sull’efficienza del sistema non possa prescindere dal coinvolgimento degli erogatori privati accreditati e auspica che questi possano trovare il giusto riconoscimento nell’ormai avviato iter parlamentare di conversione del provvedimento. 

31 Ottobre 2012

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