Cure primarie. Cricelli: “Devono diventare un Lea assoluto e prioritario”

Cure primarie. Cricelli: “Devono diventare un Lea assoluto e prioritario”

Cure primarie. Cricelli: “Devono diventare un Lea assoluto e prioritario”
Per il presidente della Simg, solo così si potrà offrire la migliore assistenza ai cittadini risparmiano fino a 8 mld di euro l’anno. Cricelli, al 29° congresso della Società a Firenze, chiede al ministro Balduzzi e alle forze politiche di fare chiarezza su come saranno allocate le risorse stabilendo le priorità.

“Inutile annunciare progetti mirabolanti sulle cure primarie, si dica invece con chiarezza quante risorse verranno investite e soprattutto su cosa. Si stabiliscano le priorità per capire quello che si potrà erogare e quello che non si potrà erogare mai più. Anche perché è ormai evidente che entro 5 anni la stragrande maggioranza della popolazione dovrà pagare le cure di tasca propria”.
 
Ha parlato chiaro Claudio Cricelli, presidente della Simg, nel corso del 29° congresso nazionale della società scientifica dei medici di famiglia che si è aperto oggi a Firenze, ha chiesto al ministro Balduzzi e a tutte le forze politiche, che le cure primarie del futuro costituiscano un Lea assoluto e prioritario.
 
“Siamo in presenza di una transazione definitiva del sistema – ha spiegato Claudio Cricelli – il Decreto Balduzzi che sosteniamo e consideriamo un manifesto conclusivo dei primi anni del Ssn è un passaggio fondamentale. In questo contesto le cure primarie devono trovare spazio in questo Paese e la loro riorganizzazione è indispensabile, ma deve cambiare la cultura generale e politica del Paese. In altre parole, se le Cure sul territorio non diventeranno un obiettivo prioritario in grado di alleggerire il sistema da tutta una serie duplicazioni e inefficienze, noi non ce la faremo. Parliamo quindi di nuovo Ssn, ma chi potrà usufruirne? Stiamo andando verso un sistema low cost, verso un sistema dove chi ha un Isee alto dovrà pagare di tasca propria le cure? Si dica invece con chiarezza – ha aggiunto – come verranno allocate le risorse, considerando che nei prossimi anni ci sarà un disinvestimento tale che da qui al 2014 si verificheranno tagli quantificabili in 30 mld”.
 
Il nodo per Cricelli è passare da un sistema di non programmazione a un sistema di priorità “stabilendo quello che si potrà erogare e quello che non si potrà erogare mai più”, tenendo però ben presente che le cure primarie del futuro devono costituire un Lea assoluto e prioritario .
 
“Tutti i cittadini – ha detto Cricelli – devono potervi accedere, sempre e gratuitamente. Il nuovo sistema di pagamento ‘a franchigia’ probabilmente sostituirà gli attuali ticket. Riteniamo però che, mentre le altre prestazioni possono essere erogate in base ai singoli livelli reddituali, per accedere al punto focale, il più importante del Ssn, l’assistenza territoriale, non si dovrà discriminare le persone sulla base del reddito, del censo o di qualsiasi altro criterio”.
 
Anche perché, ha ricordato il presidente della Simg, investire sulla medicina generale paga. “Grazie alle cure di prossimità, un modello organizzativo basato su servizi territoriali sempre disponibili, in grado di evitare ricoveri impropri negli ospedali e caos nei pronto soccorso, si potranno a regime risparmiare tra i 5 e gli 8 miliardi di euro ogni anno”.
 

22 Novembre 2012

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