Decreto PA. Attacco alle prerogative contrattuali e alle retribuzioni della dirigenza pubblica

Decreto PA. Attacco alle prerogative contrattuali e alle retribuzioni della dirigenza pubblica

Decreto PA. Attacco alle prerogative contrattuali e alle retribuzioni della dirigenza pubblica

Il disegno di legge sulla PA attacca l'autonomia contrattuale della dirigenza, prevedendo il trasferimento forzoso di parte delle risorse per la sua retribuzione di risultato al personale non dirigente, violando il principio della contrattazione separata.

La sedicente “riforma della Pubblica Amministrazione” contenuta nel Disegno di legge “Disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performances del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni” oltre a discutibili scorciatoie nei riguardi dell’obbligo del concorso (esplicitamente previsto dalla Costituzione) per l’accesso, sferra un pesante attacco alle prerogative contrattuali della Dirigenza e prevede espressamente un passaggio automatico di risorse dalla Dirigenza al personale non dirigente.

Infatti l’articolo 3 comma 1 lettera b dopo aver stabilito che la massima valutazione può essere riconosciuta a non più del 30% del personale dirigente e un altro 20% può ottenere una valutazione “eccellente” stabilisce che “le economie derivanti dalla riduzione della retribuzione legata alla performance del personale dirigenziale, sono destinate all’incremento delle risorse per la retribuzione della performances del personale non dirigenziale in deroga all’articolo 23 comma 2 del Dlgs 25 maggio 2017 n.75″. In pratica si riducono i fondi della Dirigenza per implementare quelli del comparto, limitando la retribuzione legata della performance al 50% dei Dirigenti e riversando le economie che ne derivano sul comparto.

Si tratta di un attacco inaudito all’autonomia contrattuale della Dirigenza e ai contratti di lavoro delle aree Dirigenziali.Non avendo avuto il coraggio di superare il tetto previsto dalla Legge 75 che persiste dal 2017 pur essendo una disposizione transitoria, si saccheggiano le risorse della Dirigenza per implementare i fondi dei comparti non dirigenziali. Incomprensibile il richiamo a una contrattazione integrativa evidentemente vincolata dalla norma legislativa. Si scardina la contrattazione con una permeabilità delle risorse, ma solo dalla Dirigenza al comparto e non viceversa. Il principio violato giustifica una mobilitazione di tutta la Dirigenza.

Il Disegno di legge è già stato votato alla Camera lo scorso 28 gennaio 2026 e sarà calendarizzato al Senato e Cosmed chiede il ritiro di ogni ipotesi di passaggi impropri di risorse a danno della Dirigenza e di ogni ingerenza sulla autonoma contrattazione delle aree Dirigenziali.

Giorgio Cavallero
Segretario Generale Cosmed

Giorgio Cavallero

11 Febbraio 2026

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