Depenalizzare la colpa medica si può? De Lillo (OMCeO Roma): “Confronto in atto. Intanto l’Ordine tutela gli iscritti con consulenza assicurativa gratuita”

Depenalizzare la colpa medica si può? De Lillo (OMCeO Roma): “Confronto in atto. Intanto l’Ordine tutela gli iscritti con consulenza assicurativa gratuita”

Depenalizzare la colpa medica si può? De Lillo (OMCeO Roma): “Confronto in atto. Intanto l’Ordine tutela gli iscritti con consulenza assicurativa gratuita”
Ci confrontiamo con il vicepresidente Ordine dei medici capitolino sulle possibilità di una depenalizzazione della colpa medica. Di recente anche il ministro Nordio l’ha definita “un’azione quasi impossibile”, come si muovono gli Ordini per tutelare i propri professionisti?

Nel 2023 il dibattito intorno alla depenalizzazione della colpa medica è tornato ad accendersi, complice l’interesse da parte del ministro della Salute Orazio Schillaci sul tema. La discussione, inoltre, riprende ciclicamente quando l’opinione pubblica si trova a discutere su casi di malpractice (effettiva o meno) che fanno rumore, come quella del giornalista Andrea Purgatori su cui si stanno effettuando le verifiche del caso.

Il ministro Schillaci si è espresso, a inizio anno, sull’intento di “depenalizzare la responsabilità medica, tranne che per il dolo, mantenendo solo la responsabilità civile”. A questo annuncio è seguito l’insediamento di una Commissione ministeriale “per lo studio e l’approfondimento delle problematiche relative alla colpa professionale medica”, presieduta dal magistrato Adelchi d’Ippolito e istituita dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Responsabilità professionale medica: i numeri

È utile spiegare che in Italia ogni anno vengono intentate oltre 35 mila azioni legali contro medici e strutture sanitarie pubbliche. Oltre 300 mila quelle invece già presentate e ferme nei tribunali. Di queste, come dichiarano i dati di Anaao-Assomed, il 97% nel penale e il 70% nel civile si concludono con il proscioglimento. Nonostante questo, l’iter processuale pesa sul professionista sanitario sia “per il tempo che sottrae alla propria attività e che trascorre a gestire il procedimento, visto che l’assoluzione avviene dopo un lungo percorso legale”, sia “per lo stress psicofisico che questa situazione infliggerebbe a chiunque”, sia ancora “per la sua reputazione professionale che, anche se assolto, potrebbe esserne toccata”. Ce lo conferma Stefano De Lillo, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Roma (OMCeO).

L’esclusione della colpa grave

Se una depenalizzazione potrebbe portare un miglioramento per i medici in questo senso, in una modifica della norma vigente non si può dimenticare la necessità di tutelare il paziente a 360 gradi. Anche il ministro Schillaci faceva infatti riferimento ad una esclusione della colpa grave dalla revisione. Ad oggi è la legge Gelli-Bianco del 2017 che stabilisce i termini della responsabilità medica in ambito penale, e configura la colpa grave in negligenza (il medico agisce con superficialità), imprudenza (agisce con avventatezza) e imperizia (non vengono rispettate le linee guida sul caso).

“Una depenalizzazione che escluda la colpa grave sarebbe la soluzione ideale – conferma De Lillo – anche se comprendiamo che è un percorso lungo”.

Difficoltà confermata dallo stesso ministro Nordio, poco dopo l’apertura dei lavori della Commissione. “Mi rendo conto che è molto difficile una depenalizzazione del reato di colpa medica – ha dichiarato il ministro in un suo intervento in loco – perché bisognerebbe intervenire sulla struttura complessiva di omicidio e lesioni colpose, della responsabilità omissiva, del nesso di causalità e via dicendo”.

“Siamo consapevoli della difficoltà di modificare un sistema che ha molte facce – prosegue De Lillo – e le affermazioni del ministro lo hanno confermato, ma è importante andare verso questo miglioramento”. “Al momento – aggiunge – noi come Ordini dobbiamo assicurarci che i nostri iscritti possano lavorare nella condizione più sicura possibile e che la già nota carenza di professionisti non venga aggravata da situazioni di burnout legate proprio a questo”.

La tutela assicurativa: un’arma che OMCeO offre ai suoi iscritti

Il vicepresidente De Lillo spiega che da parte di OMCeO sono state messe in atto una serie di azioni per tutelare i professionisti iscritti. “Al momento la protezione assicurativa è uno strumento indispensabile per la tranquillità del medico. Proprio per questo, OMCeO mesi fa ha stipulato una convenzione con SanitAssicura che fornisce a tutti i nostri iscritti gratuitamente un servizio completo che va dalla valutazione delle polizze già stipulate, alla stesura di nuovi preventivi basati sulle proprie necessità di professionista e sulla propria specializzazione”.

Sappiamo infatti che alcune specializzazioni, come urgenza, ginecologia, chirurgia generale e cardiologia, in percentuale molto più colpite da procedimenti penali e civili. “È essenziale che i nostri iscritti sappiano di non essere soli e che, in attesa di un miglioramento, esistono strumenti efficaci per lavorare in tranquillità. Una buona assicurazione è indispensabile per agire senza paura e un medico senza timore è un guadagno per ogni paziente”.

L’azione è quindi risultata utile? “Il servizio è molto apprezzato, e gli iscritti che hanno utilizzato il servizio anche solo per una semplice consulenza informativa si sentono più tutelati, hanno raggiunto un nuovo livello di consapevolezza, che è fondamentale quando la posta in gioco è così alta”, conferma De Lillo.

Responsabilità civile: un campo d’azione più semplice?

Diverso è il discorso della responsabilità civile. Lo stesso ministro Nordio, nella stessa occasione della citazione precedente, aveva ribadito che “si potrebbe ridurre la possibilità di aggredire gli operatori sanitari con denunce e cause civili: il paziente è il primo interessato ad avere un medico che operi in serenità”.

A differenza del reato penale, infatti, a livello civile i risarcimenti non hanno bisogno di una certezza oltre ogni ragionevole dubbio dell’errore per essere accordati. Non ci sono inoltre linee guida o indicazioni sugli indennizzi e questo spesso causa alle aziende sanitarie e ai professionisti laute somme da elargire non sempre per comprovata colpevolezza.

“Il prossimo 27 settembre all’Ordine faremo una conferenza con gli esperti della Commissione, che si confronteranno con medici e avvocati. Ne discuteremo – conclude De Lillo –. Per ora stiamo facendo il possibile per offrire strumenti utili ai nostri professionisti e siamo contenti di vedere il mondo politico aperto ad un confronto”.

G.F.

G.F.

01 Agosto 2023

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