Disabilità complessa, al Sant’Eugenio di Roma prima tappa della formazione TOBIA-DAMA per gli operatori sanitari

Disabilità complessa, al Sant’Eugenio di Roma prima tappa della formazione TOBIA-DAMA per gli operatori sanitari

Disabilità complessa, al Sant’Eugenio di Roma prima tappa della formazione TOBIA-DAMA per gli operatori sanitari

Venerdì 17 aprile prende il via il percorso formativo regionale dedicato alla presa in carico personalizzata dei pazienti non collaboranti, con l’obiettivo di diffondere competenze inclusive in tutta la sanità laziale.

Venerdì 17 aprile prende ufficialmente avvio, presso l’Ospedale Sant’Eugenio di Roma, il primo corso del programma formativo TOBIA-DAMA, iniziativa promossa dalla Regione Lazio per rafforzare l’assistenza sanitaria dedicata alle persone con disabilità complesse e non collaboranti. La giornata inaugurale segna l’inizio di un percorso strutturato che coinvolge cinquanta professionisti sanitari provenienti da ASL RM2, Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata e Policlinico Tor Vergata. Il progetto rappresenta uno dei pilastri del modello TOBIA, già inserito nella rete sanitaria regionale come strumento organizzativo capace di garantire accesso equo alle cure anche ai pazienti più fragili.

La prima tappa del progetto formativo prevede un modulo di 21 ore articolato in tre giornate (17, 24 e 30 aprile 2026), e introduce un approccio multidisciplinare che integra competenze cliniche, relazionali e organizzative. L’obiettivo è fornire agli operatori strumenti concreti per affrontare situazioni assistenziali complesse, spesso caratterizzate da difficoltà comunicative, comportamentali o cognitive. L’avvio della formazione segna dunque un passaggio operativo importante: trasformare il principio dell’inclusione sanitaria in pratica quotidiana, rendendo ospedali e servizi territoriali più accessibili, accoglienti e preparati ad accogliere bisogni assistenziali finora rimasti ai margini dei percorsi tradizionali.

La prima giornata: contenuti e struttura del modulo inaugurale

La giornata del 17 aprile apre il modulo formativo con lezioni dedicate alla storia del modello TOBIA e al diritto alla salute delle persone con disabilità. I relatori affrontano quindi l’epidemiologia dei bisogni di salute e l’analisi dei bisogni espressi e non espressi, offrendo una lettura clinica e sociale del fenomeno. L’attenzione si concentra poi sulla semantica della non collaborazione e sui disturbi del neurosviluppo, elementi chiave per comprendere comportamenti spesso interpretati come ostacoli anziché segnali clinici. Nel pomeriggio, l’attività assume un taglio operativo con lavori di gruppo e role playing dedicati all’osservazione e alla gestione delle manifestazioni comportamentali.

Formare competenze per cambiare il sistema di cura

Il primo corso TOBIA-DAMA non rappresenta soltanto un momento di aggiornamento professionale, ma l’avvio concreto di un cambiamento culturale nel sistema sanitario regionale. La crescente complessità assistenziale delle persone con disabilità intellettiva, neuromotoria, relazionale o comportamentale impone infatti un superamento dei modelli tradizionali di accesso alle cure, spesso costruiti su pazienti collaboranti e autonomi.

La formazione nasce proprio per rispondere a questa criticità: costruire competenze condivise tra ospedale e territorio, ridurre lo stress legato agli accessi sanitari e garantire percorsi realmente centrati sulla persona e sulla famiglia. Il modello TOBIA introduce una presa in carico multidisciplinare che coinvolge medici, infermieri, operatori sociosanitari, psicologi e assistenti sociali, in modo da favorire continuità assistenziale e coordinamento tra diversi livelli di cura.

Particolare attenzione viene dedicata alla comunicazione efficace, agli accomodamenti ragionevoli e alla pianificazione degli interventi in un’unica sessione assistenziale, strategie pensate per limitare traumi e frammentazioni. Il ruolo del Care Manager emerge come figura chiave per accompagnare il paziente lungo l’intero percorso sanitario, dal primo contatto con il medico di medicina generale fino al follow up specialistico. In questa prospettiva, la formazione diventa uno strumento di sistema: non solo trasferimento di conoscenze, ma costruzione di un linguaggio comune capace di rendere l’inclusione una pratica organizzativa stabile.

Un investimento strategico per una sanità inclusiva

La formazione TOBIA-DAMA rientra in un investimento regionale di circa 400.000 euro finanziato attraverso il Fondo Sociale Europeo, con l’obiettivo di formare fino a 16.000 operatori sanitari nel Lazio. Il corso avviato oggi rappresenta la prima tappa di un percorso destinato a estendersi progressivamente a tutta la rete sanitaria.

L’ambizione è quella di trasformare l’accessibilità alle cure in un diritto effettivo, non teorico. Attraverso formazione, integrazione professionale e attenzione alla dimensione umana dell’assistenza, il Lazio punta a costruire un sistema capace di rispondere ai bisogni delle persone più fragili, rendendo l’inclusione sanitaria non un progetto sperimentale, ma una nuova normalità assistenziale.

Arnaldo Iodice

17 Aprile 2026

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