Donne e Sanità. Cimo: “Coniughiamo al femminile il Ssn”

Donne e Sanità. Cimo: “Coniughiamo al femminile il Ssn”

Donne e Sanità. Cimo: “Coniughiamo al femminile il Ssn”
Per la coordinatrice Donne Cimo, Itala Corti le priorità per raggiungere questo – e non solo questo - obiettivo sono: rimozione del blocco del turn over, meritocrazia e chiarezza dei ruoli. “Su questi temi saremo irremovibili. Non possiamo più attendere”.

Negli ultimi anni la professione medica ha assistito ad un aumento esponenziale di donne che con grande merito si fanno largo negli ospedali e nelle aziende sanitarie. Gli ultimi dati Fnomceo evidenziano 2 fasce di età che hanno superato per numero la popolazione medica maschile: quella compresa tra i 24 e i 39 anni (63,2%) e quella che va dai 40 ai 49 anni che ha raggiunto il 52%. Un dato che finalmente avvicina l’Italia agli altri Paesi europei “Anche se siamo ancora indietro per tutto quello che riguarda la carriera. Ci siamo fatte spazio nel mondo del lavoro”. A sottolinearlo è stata stamani a Roma la coordinatrice Donne Cimo, Itala Corti, in un convegno sul tema Donne e Sanità promosso dal sindacato Corti ha però spiegato che “questo non significa che riusciamo ad arrivare a ricoprire ruoli di leadership”.

Tuttavia, secondo i dati presentati stamani, l’Ungheria con un tasso di occupazione femminile simile a quello italiano ha una presenza ai vertici quadrupla rispetto all’Italia; il Belgio, la Spagna e l’Irlanda hanno tassi di occupazione più elevati del nostro e una rappresentanza femminile analoga.

“Il problema vero è che gli avanzamenti di carriera delle donne in Italia, sono bloccati dalla mancanza di strutture di supporto alla maternità e dal doppio carico di lavoro sostenuto lungo tutto il percorso professionale”, secondo Itala Corti. “Per non parlare del precariato femminile che è notevolmente più alto rispetto a quello dei colleghi uomini. Ci troviamo ad affrontare disagi su disagi, al lavoro e in famiglia, senza peraltro nessuna certezza di acquisire diritti previdenziali ”.

“Tutto questo ha contribuito a creare una nuova coscienza femminile che propone un’evoluzione del Ssn, una maggiore tutela dei diritti delle lavoratrici ma anche e soprattutto per la salute dei cittadini – ha affermato Riccardo Cassi, Presidente Cimo Asmd – Nel Ssn è tutto precario: dalle strutture, alle dotazioni e al personale. In questo caos ci sguazza un clientelismo che ormai sa di altri tempi e la politica che continua a farla da padrone. Noi Medici dipendenti siamo stanchi di essere sempre bersaglio degli attacchi alla malasanità, che spesso dipende da inefficienza organizzativa piuttosto che da errori del singolo. Il problema riguarda tutto il sistema che va cambiato. Iniziative come questa, organizzata dalle colleghe, ci permette di individuare i punti nevralgici del sistema e di avere una forza in più che vorremmo continuare ad alimentare”.

“Abbiamo individuato le priorità – ha spiegato la coordinatrice Donne Cimo – e sono, il blocco del turn over, meritocrazia e chiarezza dei ruoli. Su questi temi saremo irremovibili. Non possiamo più attendere”.

Per questo la Cimo chiede al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di:

–    Eliminare il blocco del turnover dei medici, garantendo da un lato un inserimento più precoce dei giovani medici nelle strutture sanitarie e dall’altro una gradualità nell’età del pensionamento.
•    Modificare il sistema degli “incarichi”, a partire da quelli primariali. Va rivalutata e remunerata la qualità professionale di chi fa il Medico; va riconosciuta l’autonomia professionale di chi svolge con competenza il proprio lavoro, attuando un nuovo modello di leadership eliminando la confusione di ruoli fra operatori sanitari.
•    Diffondere e orientare verso obiettivi concreti la costituzione dei CUG, in tutte le Aziende Sanitarie.
•    Identificare e separare dalla responsabilità professionale, anche ai fini assicurativi, quella della “struttura”.

29 Gennaio 2014

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