Donne medico. Perchè serve la piattaforma dell’Osservatorio Fnomceo

Donne medico. Perchè serve la piattaforma dell’Osservatorio Fnomceo

Donne medico. Perchè serve la piattaforma dell’Osservatorio Fnomceo
“Modificare l’organizzazione in sanità per consentire alle donne medico di vivere pienamente la professione, senza penalizzazioni nella biologia o nel sociale”. Annarita Frullini, coordinatrice dell'Osservatorio Fnomceo sulla professione fenmminile rivendica le ragioni della “piattaforma”.

Mi sento rappresentata dal contributo prodotto dalla Fnomceo nell’audizione presso le Commissioni della Camera dello scorso 8 luglio, come medico e come medico donna perché la complessità delle organizzazioni/sistemi sanitari e le criticità della professione non sempre consentonouna lettura di genere, quando l’obiettivo è il mantenimento di “principi di universalismo ed equità, coesione sociale ed identità civile al nostro paese”.

Nello stesso giorno trovo su Quotidiano Sanità un articolo sul genere nella professione medica (ndr. vedi articolo di Cavicchi). Non ho avuto l’esigenza di leggere il libro cui Cavicchi fa riferimento, né ho percepito movimento intorno al testo, anche se sarei curiosa di conoscere come siano rilevate e in chi “freddezza ed imbarazzo”.
 
La premessa per dire sia che si può partire da diverse letture, sia per ri-proporre il percorso di riflessione, raccolto  nel portale della Fnomceo e nel suo spazio “Dimensione Donna”, che parte, nel 2008, da una lettera che il gruppo “Medicina declinata al femminile” scrisse a tutti i candidati premier di quella tornata elettorale, per dire “Siamo tante, impegnate e vogliamo contare di più”.
Oggi l’Osservatorio Fnomceo della professione femminile medica ed odontoiatrica propone strategie per modificare l’organizzazione in sanità e consentire alle donne medico di vivere pienamente la professione, senza penalizzazioni nella biologia o nel sociale. Nella precarietà, non solo lavorativa, per i più giovani e la presenza di un welfare, costruito su un sistema famiglia che va mutando, occorre ripensare la diseguale distribuzione dei carichi di lavoro familiari che impediscono alla donna di esprimersi al meglio nel lavoro, nonostante preparazione e competenza e che la costringono a rinunciare alle opportunità. Spesso le scelte sono discriminazioni occulte e il sottoutilizzo delle risorse è una perdita netta per la società.

Senza la pretesa di rappresentare le 137.308 donne medico, che non possono essere considerate come un tutto unico indistinto, o le tante donne impegnate in una sorta di “volontariato creativo” negli Ordini e nella Federazione o quelle impegnate “semplicemente” nel quotidiano, ripercorrerò, come testimone privilegiato, alcune tappe del dibattitto ampiamente ripreso anche dalle pagine del sito web della Federazione, patrimonio di tutti più che del singolo autore.

Al convegno “Medicina e Sanità declinate al femminile”, svoltosi a Caserta nel Settembre 2007 (i cui atti sono pubblicati la Professione pubblicazione della FNOMCeO nel 2/2008), nel parlare di Leadership al femminile invitavo a lavorare per la valorizzazione delle differenze integrando le diversità, accogliendo il contributo di ciascuno/a. Le donne non usano logiche sottrattive e propongono giochi a somma diversa da zero dove si vince insieme, perché s’individuano soluzioni valide e vantaggiose per tutti, diversamente da quanto avviene nei giochi a somma zero (c’è chi vince e c’è chi perde, ma la somma è sempre zero).

Quattro anni dopo sul tema della leadership dalle differenze si è passati a porre l’accento alle uguaglianze fra uomini e donne medico. “ Oggi si tende sempre più a parlare di leadership diffusa e intermedia, con un maggior valore alla composizione della squadra e ai rapporti significativi tra le persone, con azioni coordinate per obiettivi comuni. Rimangono forti le differenze di genere nell’espressione dell’agio e del disagio lavorativo ma capita spesso di sentire una trentenne dire “mi sento più vicina a un coetaneo uomo, piuttosto che a una donna di quaranta anni per le stesse poche certezze lavorative”.

Dalla maggiore presenza femminile in sanità non ci si aspetti compiti salvifici perché non si è modificata la struttura organizzativa e perché nessun valore salvifico può essere legato a un genere. Non dobbiamo considerare le donne portatrici di un rinnovamento morale e di una missione civilizzatrice, né la sola risorsa dell'umanità. Occorre declinare insieme l’impatto della crescente presenza femminile sul sistema della sanità e sulla vita dei medici, uomini e donne, mettendo in comune diversi punti di vista, diversi sguardi di genere, senza sostituire una unilateralità con un’altra unilateralità.

Il concetto di cura femminile, non riconosciuta e socialmente invisibile, non si adatta come automatismo al curare/prendersi cura del medico che è attività complessa, organizzativa e gestionale. Vi sono eccellenti “relazioni di senso e di cura” svolte da uomini e donne. Percorsi fra curanti e curate/i fra salute e malattia, per esplorare quanto benessere ed equilibrio ci possano essere nella malattia. Esistono tante esperienze quotidiane che, quasi sempre, non si scrivono sulla carta.

Mi fermo qui. Certamente altri segni della presenza delle donne nella medicina potranno essere evidenziati.

Annarita Frullini
Medico psicoterapeuta, ginecologa, Formatrice per il ben-essere delle persone e delle organizzazioni, Professore a contratto "Università degli Studi "G. d’Annunzio", Chieti-Pescara

11 Luglio 2013

© Riproduzione riservata

Payback dispositivi medici. Confindustria DM: “Prelievo al 16,5% del fatturato. Serve svolta”
Payback dispositivi medici. Confindustria DM: “Prelievo al 16,5% del fatturato. Serve svolta”

Si è tenuta oggi l’udienza di merito davanti al Consiglio di Stato sulla decisione definitiva relativa al payback dei dispositivi medici per il periodo 2015-2018. Nel corso dell’udienza, secondo quanto...

Diagnostica sul territorio. In Gazzetta il decreto con i 235,8 milioni per apparecchiature a Case di comunità, studi di medici di famiglia e pediatri
Diagnostica sul territorio. In Gazzetta il decreto con i 235,8 milioni per apparecchiature a Case di comunità, studi di medici di famiglia e pediatri

Via libera al nuovo assetto per l’utilizzo dei 235,8 milioni di euro destinati alle apparecchiature sanitarie di supporto ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta. È...

Lazio. L’attività infermieristica entra nella cartella clinica elettronica, al via la formazione
Lazio. L’attività infermieristica entra nella cartella clinica elettronica, al via la formazione

La Regione Lazio è la prima in Italia che, accogliendo la proposta del Coordinamento degli Ordini degli Infermieri del Lazio, ha voluto render operativo in tutte le sue aziende sanitarie...

Competenze dei biologi. Fno Tsrm e Pstrp: “Il decreto va corretto, a rischio la sicurezza delle cure”
Competenze dei biologi. Fno Tsrm e Pstrp: “Il decreto va corretto, a rischio la sicurezza delle cure”

Il testo del decreto sulle competenze dei biologi in esame alla Camera va corretto prima della definitiva approvazione. È la richiesta della Federazione nazionale degli Ordini dei tecnici sanitari di...