Elezioni Federfarma. Duro scontro tra Racca e sezioni Basilicata, Liguria e Marche su sua ricandidatura

Elezioni Federfarma. Duro scontro tra Racca e sezioni Basilicata, Liguria e Marche su sua ricandidatura

Elezioni Federfarma. Duro scontro tra Racca e sezioni Basilicata, Liguria e Marche su sua ricandidatura
I presidenti delle unioni regionali avevano solelvato il dubbio di legittimità dal momento che lo Statuto prevede al massimo tre mandati consecutivi ai vertici sindacali. Ma la presidente replica: “Ho sottoposto la questione a quattro studi professionali e tutti hanno confermato la mia rieleggibilità”. Le unioni regionali si dicono “preoccupati” della “ferma volontà” di Racca di “continuare a sedere sulla poltrona che occupi”. E chiedono di sottoporre la questione a un arbitrato esterno, scelto di comune accordo tra le parti.

Duro scontro a suon di missive tra la presidente di Federfarma, Annarosa Racca, e le unioni territoriali del sindacato di Basilicata, Liguria e Marche sulla ricandidatura di Racca alle prossime elezioni sindacali nazionali.

In una lettera dello scorso 24 marzo, i presidenti delle Unioni regionali Antonio Guerricchio (presidente Federfarma Basilicata), Elisabetta Borachia (Liguria) e Pasquale Davella (Marche) chiedono a gran voce il ritiro della candidatura di Racca, manifestando dubbi di legittimità dal momento che lo Statuto del sindacato prevede un massimo di tre mandati consecutivi per gli incarichi di vertice. E si dicono pronti a ricorrere all’Autorità Giudiziaria, proponendo tuttavia l’ipotesi di deferire preventivamente a “un arbitro unico di riconosciuta autorevolezza, individuato di comune accordo tra le parti” per l’accertamento dell’eventuale sussistenza della condizione di ineleggibilità.

Ma Racca non ha intenzione di tirarsi indietro e in una lettera di risposta datata 11 aprile spiega di avere sottoposto la questione della legittimità della ricandidatura “a quattro studi professionali di indubbia serietà e con specifiche e riconosciute competenze in ambiti diversi (avvocati, notai, commercialisti) e tutti hanno confermato la mia rieleggibilità. Sono quindi serena che tale mia ricandidatura possa essere proposta, nel pieno rispetto dei patti associativi”, risponde Racca, riferendo poi che la sua ricandidatura “nasce dalle richieste di molti colleghi”.

La presidente ci tiene, inoltre, a “sottolineare” di essere stata proprio lei a “sostenere con forza l’esigenza che nello Statuto della nostra Federazione fosse inserito un limite al numero dei mandati dei Presidenti di Federfarma e Sunifar e del Consiglio di Presidenza”. Si dice comunque “disponibile” a sottoporre la questione a giudizio, ma non dell’arbitro unico, come suggerito dai presidenti di Federfarma Basilicata, Liguria e Marche, bensì del “Collegio dei Probiviri di Federfarma, organo super partes statutariamente previsto e voluto dagli Associati per promuovere ‘l’amichevole composizione delle controversie insorte tra gli associati e tra gli associati e la Federfarma’, e quindi perfettamente deputato a risolvere la problematica”, sostiene Racca.

La risposta di Racca, però, non ha soddisfatto Guerricchio, Borachia e Davella, che, in una controrisposta datata 28 aprile, esprimono contrarietà all’atteggiamento della presidente che rivelerebbe un “preciso segnale” delle “vere intenzioni” di Racca. Intenzioni che, per i tre presidenti delle unioni regionali, “sono ben altre che quella di rispettare lo spirito e la sostanza della richiamata norma statutaria. Ciò che emerge, infatti, è la tua ferma volontà di continuare a sedere sulla poltrona che occupi attualmente”. Per i tre presidenti delle unioni regionali, che sostengono di avere ricevuto altrettanti autorevoli pareri circa l’illegittimità della ricandidatura di Racca, l’affermazione della presidente nazionale secondo cui avrebbe scelto di ricandidarsi per assecondare l’invito di molti farmacisti “offende l'intelligenza”. E, proseguono i presidenti di Federfarma Basilicata, Liguria e Marche, “siamo lieti di farti  sapere che ce ne sono almeno altrettanti, se non di più, pronti a rivolgerti l'invito esattamente contrario:  quello di rispettare il dettato statutario, lasciando il passo”.

Guerricchio, Borachia e Davella ritengono poi “irridente e offensiva” la risposta di Racca che definisce “un percorso inadeguato e improvvisato” il ricorso a un arbitraggio esterno” ed evidenziano come sia “davvero provocatoria” la controproposta di ricorrere al Collegio dei Probiviri di Federfarma: “In pratica, con estrema nonchalance declassi una questione sostanziale come l'interpretazione del dettato statutario a semplice ‘controversia insorta tra gli associati’, da comporre amichevolmente”. Inoltre, evidenziano Guerricchio, Borachia e Davella, “i probiviri, in quanto titolari di elettorato attivo e passivo, sono nei fatti coinvolti nella partita delle elezioni sindacali. E chi gioca, come è del tutto evidente, non può allo stesso tempo arbitrare”.

I presidenti di Federfarma Basilicata, Liguria e Marche tornano quindi a chiedere a Racca di deferire il giudizio a un arbitro autorevole e scelto congiuntamente dalle parti: “E’ il modo più ragionevole ed efficace, considerata la situazione e i tempi sempre più stretti, per ‘sciogliere il nodo’ senza conflitti laceranti, che inevitabilmente finirebbero per arrecare gravissimi danni alla funzionalità e anche all'immagine pubblica del nostro sindacato”.

02 Maggio 2017

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