Endometriosi. Malattia invisibile e diagnosi tardive: la Fnopo chiede ascolto e prevenzione tutto l’anno

Endometriosi. Malattia invisibile e diagnosi tardive: la Fnopo chiede ascolto e prevenzione tutto l’anno

Endometriosi. Malattia invisibile e diagnosi tardive: la Fnopo chiede ascolto e prevenzione tutto l’anno

Colpisce milioni di donne ma resta spesso invisibile e diagnosticata in ritardo. Fnopo, in occasione del mese dedicato alla sensibilizzazione dell’endometriosi richiama l’attenzione su dolore mestruale e sintomi sottovalutati, impatto della malattia su vita e relazioni. Vaccari: “Fondamentale cambiare il modo in cui si parla di dolore mestruale e rafforzare il ruolo delle ostetriche nella prevenzione”

“Per troppo tempo il dolore mestruale è stato minimizzato o normalizzato. In realtà quando il dolore è intenso, invalidante o accompagnato da altri sintomi, deve essere ascoltato e indagato. La consapevolezza del proprio corpo è il primo passo per arrivare prima a una diagnosi”. Dietro a dolori intensi, stanchezza cronica o difficoltà a concepire può infatti nascondersi una patologia complessa: l’endometriosi.

Così Silvia Vaccari, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica, in occasione del mese di marzo, dedicato alla sensibilizzazione su questa patologia, punta i riflettori su un problema che riguarda la salute, la qualità della vita e spesso anche il futuro riproduttivo delle donne. Anche perché uno degli ostacoli più grandi nella diagnosi precoce dell’endometriosi è culturale.

Le ripercussioni sulla vita di coppia

Un aspetto spesso poco raccontato riguarda anche la vita di coppia. L’endometriosi può avere un impatto significativo sulla sfera intima e sessuale, perché il dolore pelvico e la dispareunia – il dolore durante i rapporti – possono rendere difficile o addirittura impossibile vivere la sessualità in modo sereno. “Questa condizione può generare frustrazione, senso di colpa e incomprensioni nella relazione, influenzando l’equilibrio della coppia. Per questo motivo è importante che il problema venga riconosciuto e affrontato senza tabù, con il supporto dei professionisti sanitari e con un dialogo aperto tra partner”, sottolinea la Presidente Vaccari.

L’importanza dell’ascolto precoce

Uno degli aspetti più critici della malattia è il ritardo diagnostico, che può arrivare anche a diversi anni. Molte donne iniziano a manifestare sintomi già nell’adolescenza, ma spesso arrivano a una diagnosi solo in età adulta. “In molti casi le ragazze convivono per anni con dolori molto forti pensando che sia normale – spiega Vaccari -. Per questo è fondamentale educare fin da giovani alla salute mestruale e creare spazi di ascolto in cui i sintomi possano essere raccontati senza imbarazzo o sottovalutazioni”.

In questo percorso le ostetriche possono avere un ruolo chiave. L’ostetrica non accompagna le donne solo durante la gravidanza, ma lungo tutto l’arco della vita riproduttiva. Questo la rende una figura importante anche nella prevenzione e nell’individuazione precoce dei disturbi ginecologici. “Le ostetriche sono professioniste della salute della donna e possono intercettare segnali che spesso vengono ignorati – sottolinea Vaccari -. Un dolore pelvico persistente, cicli molto dolorosi o irregolari, disturbi intestinali legati al ciclo sono elementi che meritano attenzione”. Il dialogo con una professionista sanitaria può aiutare a indirizzare la donna verso approfondimenti diagnostici e a evitare anni di sofferenza non riconosciuta.

Parlare di endometriosi significa parlare di diritti

La sensibilizzazione sull’Endometriosi non riguarda solo la medicina, ma anche i diritti delle donne. Vivere con una malattia cronica spesso invisibile significa affrontare incomprensioni sul lavoro, a scuola e nella vita sociale. Per questo il mese di marzo non è solo un momento simbolico, ma un’occasione per cambiare il modo in cui la società guarda alla salute femminile. “Dobbiamo superare l’idea che il dolore mestruale sia qualcosa da sopportare in silenzio – conclude Vaccari -. Riconoscere i sintomi, parlarne apertamente e favorire diagnosi precoci significa migliorare la qualità della vita di molte donne”.

17 Marzo 2026

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