Farmacia dei servizi. Assofarm: “Bene accordo, ma manca metodo di valutazione dei risultati certo e condiviso”

Farmacia dei servizi. Assofarm: “Bene accordo, ma manca metodo di valutazione dei risultati certo e condiviso”

Farmacia dei servizi. Assofarm: “Bene accordo, ma manca metodo di valutazione dei risultati certo e condiviso”
Per il segretario generale Francesco Schito l'accordo sulle linee di indirizzo della sperimentazione "è un fatto tra i più significativi degli ultimi dieci anni". Ma ora avverte: "Senza regole condivise prima dell’inizio del gioco, il rischio dei conflitti finali è altissimo. E, ce lo insegna la nostra storia, nulla più dei conflitti può abortire il migliore dei momenti storici".

"Va detto chiaro e tondo. La firma dell’accordo sulle Linee d’indirizzo per la sperimentazione della Farmacia dei Servizi è un fatto tra i più significativi degli ultimi dieci anni". Questo il commento del segretario generale di Assofarm, Francesco Schito, nell'editoriale pubblicato sul notiziario Assofarm n. 153.
 
"Dal punto di vista di Assofarm – spiega – è il coronamento di un impegno iniziato nella prima metà degli anni Duemila". Non mancano, però, alcune ombre riguardo l'accordo di recente siglato. "Ripercorriamo brevemente i contenuti dell’accordo siglato il 17 ottobre scorso. I servizi che parteciperanno alla sperimentazione sono di tre tipi. Si parte con le analisi di prima istanza: telemedicina, screening per il tumore al colon retto, monitoraggio a terapie contro l’ipertensione, Bpco, diabete, holter pressorio e cardiaco, Ecg. Nel secondo tipo rientra l’accesso e il contributo del farmacista al Fascicolo Sanitario Elettronico del paziente. Infine il terzo gruppo riguarda i cosiddetti servizi cognitivi, comprendenti l’aderenza la riconciliazione alla terapia farmacologica e il monitoraggio dell’aderenza terapeutica per Bpco, ipertensione e diabete".

"Siamo insomma – prosegue Schito – nel mezzo del delicato passaggio dagli auspici ai fatti. Se infatti l’accordo riconosce formalmente le 'potenzialità dei nuovi ruoli del farmacista in farmacia', dall’altro si preoccupa di capire come queste potenzialità, un volta messe alla prova, possano dare indicazioni chiare sul 'convenzionamento dei nuovi servizi'. È quindi chiaro che si sta avviando un processo che dovrà sempre e certamente soddisfare requisiti di utilità e misurabilità degli investimenti regionali.I nostri dubbi si concentrano sul significato che tutte le parti in gioco possono attribuire a questi criteri, solo in apparenza così netti".
 
Da qui la domanda da parte del segretario generale Assofarm: "In che modo verranno valutati i risultati? Il testo dell’accordo non entra né nei dettagli della questione né definisce percorsi per rispondere ad una questione che, se non affrontata per tempo e nei giusti modi, rischia di vanificare tutto il potenziale riformatore della sperimentazione. Come noto a chiunque si occupi di ricerca, definire un metodo di valutazione dei risultati finali che sia certo e condiviso da tutti gli osservatori è questione fondamentale perché la ricerca possa produrre progresso della conoscenza".
 
"Temiamo – conclude Schito – che senza un sistema di valutazione definito prima della produzione dei risultati, senza un’accettazione condivisa tra le parti dei suoi termini e comune a tutte le Regioni, la straordinaria chance riformatrice che la sanità italiana si è concessa con questa sperimentazione si possa concludere in un nulla di fatto. Senza regole condivise prima dell’inizio del gioco, il rischio dei conflitti finali è altissimo. E, ce lo insegna la nostra storia, nulla più dei conflitti può abortire il migliore dei momenti storici".

25 Ottobre 2019

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