Farmacisti. Competenze avanzate e specialistiche, Fip: “Servono criteri condivisi per riconoscerle”. Il libro Bianco

Farmacisti. Competenze avanzate e specialistiche, Fip: “Servono criteri condivisi per riconoscerle”. Il libro Bianco

Farmacisti. Competenze avanzate e specialistiche, Fip: “Servono criteri condivisi per riconoscerle”. Il libro Bianco

Il nuovo Libro Bianco individua otto principi guida per sviluppare sistemi di riconoscimento delle competenze credibili e adattabili ai diversi contesti nazionali. Il riconoscimento delle competenze, sottolinea la Fip, dovrebbe avere ricadute concrete anche su ruoli, responsabilità, progressione di carriera, promozioni e remunerazione

Criteri condivisi per certificare e riconoscere le competenze avanzate e specialistiche dei farmacisti, pur nel rispetto delle specificità dei diversi sistemi sanitari.

È quanto propone la Federazione internazionale farmaceutica (Fip), che ha pubblicato un nuovo Libro Bianco dedicato alla certificazione e al riconoscimento professionale in farmacia.

Una necessità legata anche all’evoluzione della professione e all’ampliamento dei ruoli dei farmacisti nei sistemi sanitari. Secondo la Fip, infatti, servono percorsi strutturati in grado di validare le competenze, sostenere la progressione professionale, garantire la qualità e rafforzare la fiducia del pubblico nella professione. A livello internazionale restano però differenze significative nella terminologia, negli standard e nei sistemi utilizzati per riconoscere la pratica avanzata e specialistica.

Il documento individua quindi otto principi guida per lo sviluppo di programmi di credentialing credibili. Tra questi, una chiara definizione degli obiettivi, processi di sviluppo trasparenti e condivisi con i soggetti interessati, una governance solida, risorse finanziarie e umane sostenibili, responsabilità definite e sistemi di garanzia della qualità. La Fip indica inoltre la necessità di un approccio regolatorio proporzionato, il cosiddetto right-touch, che tuteli la sicurezza del pubblico e gli standard professionali senza creare barriere non necessarie.

Il Libro Bianco distingue inoltre tra pratica avanzata e specialistica. La prima si riferisce a livelli più elevati di capacità e competenza professionale, basati sull’esperienza e sull’expertise, che possono essere applicati a diversi ambiti della farmacia. La pratica specialistica riguarda invece competenze approfondite in uno specifico campo, come una patologia o un’area terapeutica, una determinata popolazione di pazienti, un setting assistenziale o un particolare settore professionale.

L’avanzamento professionale, precisa la Fip, non si limita alla pratica clinica. I farmacisti possono sviluppare competenze avanzate anche in ambiti non clinici, tra cui diritto ed etica, scienze regolatorie, formazione, politiche sanitarie e advocacy, scoperta e produzione dei farmaci. Un sistema di credentialing ben strutturato dovrebbe riconoscere questa diversità e sostenere l’avanzamento dei farmacisti in tutti gli ambiti della professione.

Ma il riconoscimento delle competenze dovrebbe avere anche ricadute concrete sul piano professionale. Tra le raccomandazioni, la Fip invita infatti a rafforzare il legame tra credentialing e benefici personali e professionali tangibili, associando il conseguimento delle credenziali al riconoscimento nei ruoli lavorativi, nell’ambito della pratica professionale, nelle responsabilità nell’erogazione dei servizi, nella progressione di carriera, nel processo decisionale professionale, nelle promozioni e nella remunerazione.

Non viene però indicato un modello unico da applicare ovunque. Il White Paper propone piuttosto un quadro flessibile, che possa essere adattato ai diversi sistemi sanitari mantenendo principi comuni, e riconosce come validi sia sistemi volontari sia sistemi formalizzati, in funzione dei diversi contesti nazionali e professionali.

“Non esiste un unico modello di accreditamento che si adatti a tutti i sistemi sanitari. Ciò che serve è un insieme condiviso di principi che possano essere adattati alle circostanze nazionali, mantenendo al contempo qualità, credibilità, trasparenza e una chiara attenzione alla cura del paziente”, ha affermato Bronwyn Clark, co-presidente della task force per il Libro Bianco e amministratore delegato dell’Australian Pharmacy Council.

il Libro Bianco

08 Settembre 2026

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