Formazione Ecm. Consulcesi: “Chi non si aggiorna scredita la categoria e mette a rischio la copertura assicurativa”

Formazione Ecm. Consulcesi: “Chi non si aggiorna scredita la categoria e mette a rischio la copertura assicurativa”

Formazione Ecm. Consulcesi: “Chi non si aggiorna scredita la categoria e mette a rischio la copertura assicurativa”
"Il mancato assolvimento degli obblighi Ecm può avere come conseguenza la mancata copertura assicurativa per il professionista". Così il presidente di Consulcesi commenta un articolo in tema di Ecm pubblicato sull'ultimo numero di Panorama. "Da tempo sosteniamo che sarebbe scoppiata questa bomba dei crediti Ecm. Ora, mi auguro che arrivi un chiaro messaggio di rispettare l’obbligo formativo di tutti i Presidenti degli Ordini".

“I medici ignoranti danneggiano anche te”. Nel numero in edicola da oggi, il settimanale Panorama sceglie un titolo impattante per raccontare la tendenza dei professionisti della sanità ad evadere l’obbligo formativo e ipotizza un nesso di causa tra lo scarso aggiornamento professionale e una più scarsa efficienza di performance professionale, con inevitabili ricadute sulla salute delle persone. È così? I dati riportati dal giornale diretto da Maurizio Belpietro confermano quanto già emerso negli ultimi mesi: quasi un medico su due non si aggiorna e la percentuale scende attorno al 30% quando si prendono in considerazione tutti gli operatori sanitari, ovvero 1 milione e 200mila professionisti. E il 60% di chi si forma è donna, mentre il 40 % sono uomini. Su questo tema anche amato si è già espresso richiamando i colleghi degli altri Ordini a far rispettare l’obbligo.

Dall’articolo di Panorama emergono altri due elementi controversi: un conflitto di interesse dell’Ordine Professionale, ossia tra chi controlla e chi è controllato ed inoltre, un tentativo di sanatoria a favore dei medici che non rispettano l’obbligo. Secondo la stessa fonte, il Ministero della Salute quest’anno avrebbe depennato 6,5mila medici competenti proprio perché non in regola. Nell’articolo viene prima messa in evidenza la stortura del sistema, raccontato così: “a decidere le sanzioni per i colleghi inadempienti sono paradossalmente gli stessi medici che dovrebbero essere sanzionati”. Subito dopo viene anche presentata una possibile soluzione: “basterebbe creare un organismo indipendente preposto esclusivamente alla verifica dell’effettivo conseguimento dei crediti necessari da parte dei medici che avesse il potere di punire coloro che non dovessero risultare in regola”. Immediatamente dopo l’indiscrezione: “qualcuno al Ministero aveva ipotizzato soluzioni quali una grande sanatoria per i medici risultati inadempienti agli obblighi formativi. Cosa che ha fatto insorgere le associazioni a tutela dei pazienti e degli altri soggetti coinvolti che hanno ritenuto un atto lesivo della garanzia al diritto alla salute e alle migliori cure possibili per tutti".

"Il mancato assolvimento degli obblighi Ecm – commenta Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi -. può avere come conseguenza la mancata copertura assicurativa per il professionista. Per alcuni tipologie di polizza il diritto di rivalsa può essere esercitato nei confronti dell’assicurato qualora l’esercente la professione sanitaria non abbia regolarmente assolto l’obbligo formativo e di aggiornamento".

"Quanto riporta Panorama – aggiunge Tortorella – va a soffiare su quel clima di odio che si respira tra le corsie degli Ospedali di tutta Italia (e non solo) come confermato dell’escalation di denunce e di aggressioni al centro anche degli ultimi casi di cronaca. Questa d’altronde è la cartina tornasole della situazione che si vive in Italia e che il Movimento delle sardine ha già fatto proprio. Da tempo sosteniamo che sarebbe scoppiata questa bomba dei crediti Ecm, l’avevamo anticipato una settimana fa in una lettera chiusa al Ministro della Salute Roberto Speranza e agli Ordini Professionali. Ora, mi auguro che arrivi un chiaro messaggio di rispettare l’obbligo formativo di tutti i Presidenti degli Ordini in vista della scadenza del triennio il 31 dicembre 2019".
 

11 Dicembre 2019

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