Formazione in Medicina Generale. Lavra (Omceo Roma): “Assurdo numero chiuso”

Formazione in Medicina Generale. Lavra (Omceo Roma): “Assurdo numero chiuso”

Formazione in Medicina Generale. Lavra (Omceo Roma): “Assurdo numero chiuso”
Giuseppe Lavra, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, a proposito del concorso per l'accesso al triennio di formazione in Medicina Generale: “Ci deve essere coerenza con la programmazione che il Paese ha fatto rispetto all'accesso alla facoltà di Medicina, creando il numero chiuso”

“Da anni la mia proposta sulla formazione specialistica post laurea dei colleghi laureati in Medicina è sempre la stessa: ci deve essere coerenza con la programmazione che il Paese ha fatto rispetto all'accesso alla facoltà di Medicina, creando il numero chiuso. Una volta fatta questa programmazione è illogico immaginare di tenere i laureati fuori dalla possibilità di andare verso un percorso di formazione specialistica”. A dirlo è Giuseppe Lavra, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, a proposito del concorso per l'accesso al triennio di formazione in Medicina Generale.

Per il numero uno dei camici bianchi romani, in corsa per il secondo mandato alle elezioni del prossimo dicembre, è “assurda questa procedura che crea un imbuto e che sta danneggiando tutte le giovani generazioni di medici italiani, al punto da costringerli ad andare via da questo Paese a un ritmo di 1.500 unita' all'anno. Personalmente non troverò pace finché non risolveremo questo vergognoso problema senza trascinarlo oltre. Come presidente dell'Ordine sono stanco di questa situazione e vorrei che una volta per tutte si affermasse per i giovani colleghi il diritto ad accedere alla formazione senza passare per questa via crucis che lede anche la loro dignità oltre che le loro speranze”.

I numeri ricordati da Lavra all'agenzia Dire indicano in 17mila i medici che ogni anno restano fuori dal percorso di formazione, a fronte di 8-9mila posti a disposizione. “Siamo l'unico Paese in Europa che non consente ai medici che non hanno fatto il percorso di entrare a lavorare nel Servizio sanitario nazionale, né in ambito della medicina convenzionata né in quello delle specialità mediche". Una prassi che finisce "addirittura per relegarli in un limbo di inoccupazione, con la conseguenza di trovarsi a essere sfruttati professionalmente, impiegati con forme di precariato e libera professione fittizia, per giunta sottopagati”. Il tutto, prosegue il presidente dell'Omceo Roma, “nell'indifferenza totale degli organi competenti che dovrebbero intervenire per porre rimedio a questa incivilta' nel campo del lavoro qualificato”.

Ma non esiste solo una 'disfunzione' strutturale. Spesso questi concorsi si svolgono anche con grande disorganizzazione, paralizzando il sistema con il rischio di ricorsi. Chiarissima la posizione di Lavra al riguardo: “Se l'anno prossimo sarò ancora presidente dell'Omceo di Roma e se la Regione chiederà i miei delegati per lo svolgimento del concorso, sarà mia intenzione fare degli approfondimenti prima di dare il via libera: non mi fiderò più dei livelli organizzativi senza prima aver fatto delle verifiche e aver ottenuto delle garanzie. Non ho interesse – conclude Lavra – a collaborare con un sistema così farraginoso e illogico che obbliga i colleghi a partecipare a una sorta di lotteria umiliante che intacca il loro decoro professionale. Chiederò poi alla Regione se, avendone la possibilità, non sia il caso di ampliare il numero delle 'borse di studio', altrimenti non ci sarà collaborazione”.

09 Novembre 2017

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